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politica

Potere al Popolo: "Tagli ai dipendenti e aumenti ai piani alti: la vergogna Regio"

28 marzo 2018, 22:17

Potere al Popolo:

"Finalmente si torna a parlare di Teatro Regio oltre le luci della ribalta, facendo attenzione a quel dietro le quinte che è poi il cuore stesso di ogni teatro". Inizia così la nota di Potere al Popolo Parma a tema Regio.

"Le polemiche sull’aumento del compenso del direttore generale e collaboratori, proprio mentre vengono fatti tagli al personale, almeno sono servite a questo. E' da oltre dieci anni che i dipendenti chiedono attenzione alla città e alle istituzioni. Già, perché proprio le istituzioni parmigiane svolgono un ruolo di primissimo piano in questa vicenda, dato che lo stesso Sindaco Federico Pizzarotti è Presidente della Fondazione Teatro Regio - continua la nota - Ereditato un teatro indebitato fino al collo, grazie alla gestione tossica della giunta Vignali, Pizzarotti si è sempre preoccupato di far rientrare i debiti alla svelta. Ma come spesso avviene nel nostro Paese, a farne le spese sono stati principalmente i dipendenti: tagli al personale, agli stipendi, blocco delle stabilizzazioni, maggiore precarietà e lunghi periodi di disoccupazione." 
"Mentre fra le mura del teatro si vive in questo clima di austerity, al di fuori, invece, sembra esserci una vera e propria ripresa del Regio, tanto che il Festival Verdi ottiene finalmente lo stanziamento di un fondo statale stabile e Parma viene scelta come Capitale della Cultura 2020. Ma se ai piani alti si festeggia aumentando i compensi, la situazione dei dipendenti addirittura peggiora. I contratti sono fermi dal 2006 e come se non bastasse si vogliono altri tagli sui costi del personale. Ma come? Non andava tutto alla grande? E soprattutto, era proprio necessario far arrivare sempre più quattrini nelle tasche di chi già ne aveva tanti? Non sarebbe stato meglio tutelare i lavoratori in difficoltà?
È una vergogna, certo, ma stavolta sarebbe il caso di non fermarci all'indignazione. Potere al Popolo non può che schierarsi con i dipendenti del Teatro nella loro lotta: queste cose succedono continuamente dappertutto, e dovrebbero darci la forza per tornare a pretendere quei diritti che ogni giorno vengono negati o, peggio, cancellati".