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EDITORIALE

I valori dell'umanità per battere l'islamismo

di Paolo Ferrandi -

29 marzo 2018, 16:19

Ieri la Francia ha pianto i suoi martiri. In mattinata si è svolta la celebrazione di Arnauld Beltrame, il colonnello della Gendarmeria, ucciso da un terrorista islamico dopo essersi offerto come ostaggio al posto della cassiera del supermercato dove l'assassino si era barricato. Una celebrazione solenne alla presenza del presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, con il feretro del gendarme-eroe trasportata dal Panthéon all’Esplanade des Invalides. Nel pomeriggio, sempre con Macron, c'è stato il funerale di Mireille Knoll, la signora ebrea di 85 anni - sopravvissuta all'Olocausto - uccisa nel cuore di Parigi. Un crimine con connotazioni antisemite.

Macron ha ricordato Beltrame equiparandolo ai grandi della Francia, da Giovanna d'Arco a Jean Moulin: simboli dello «spirito francese di resistenza». Ma il cuore del discorso sta nella contrapposizione tra i valori del poliziotto e quelli del terrorista jihadista. Da una parte «il servizio, il dono di sé, il soccorso portato agli altri, l'impegno per gli altri che rende utili, migliori, fa crescere e avanzare». Dall'altra l'«avidità del niente» che anima chi cerca una morte «gloriosa» ma che in realtà è «abietta». «Una morte - dice Macron - vile, ottenuta grazie all'assassinio di persone innocenti». Ecco, la differenza sta tutta qui. Da una parte i valori della fraternità - cristiana o laica - per cui ogni vita conta. Dall'altra quelli del nichilismo ammantato di religiosità dova la vita, ogni vita, non conta nulla.

pferrandi@gazzettadiparma.net