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Parma

Nomina del direttore generale, la Corte dei conti:  "Nessun illecito"

Il sindaco Pizzarotti: "Ho sempre agito con correttezza e serietà"

30 marzo 2018, 13:41

Non c'è stata alcuna condotta illecita nè danno erariale nella nomina, a direttore generale del Comune di Parma, di Marco Giorgi da parte del sindaco Federico Pizzarotti, come invece aveva sostenuto la Procura della Corte dei Conti. A scriverlo sono i giudici contabili della sezione giurisdizionale dell’Emilia-Romagna, nella sentenza che arriva a un mese di distanza dalle accuse al primo cittadino.
Per la Procura la nomina di Giorgi, avvenuta il 31 luglio del 2015, sarebbe stata illegittima perchè lo stesso, fino all’agosto di quell'anno, era stato presidente dell’Azienda dei servizi alla persona (Asp) 'Ad Personam' il cui socio di maggioranza è il Comune di Parma. Secondo i pm contabili, quindi, era stata violata la norma che impedisce incarichi in enti pubblici «a coloro che, nei due anni precedenti, abbiano ricoperto cariche in enti di diritto privato o finanziati dall’amministrazione o dall’ente pubblico che conferisce l'incarico». Nella sentenza dei giudici, però, si legge che «l'inconferibilità è riferibile esclusivamente agli enti di diritto privato finanziati dall’amministrazione o dall’ente pubblico conferente, e non agli enti pubblici», come appunto l'Asp, «che è un ente pubblico non economico». Le accuse vengono quindi ritenute «infondate».
Per i magistrati contabili, infine, la condotta di Pizzarotti «non sarebbe connotata nè da dolo nè da colpa grave, considerato che il sindaco ha affrontato la questione con estrema prudenza e diligenza, chiedendo ausili interpretativi attivati dai funzionari, che hanno scrupolosamente condotto l’istruttoria anche sulla base dei pareri resi dall’Anci e dall’Avvocatura comunale».


 Il commento del sindaco Pizzarotti: "Ho sempre agito con correttezza e serietà"

“Ho sempre agito con correttezza e serietà, ho sempre anteposto gli interessi del Comune e di Parma a tutto il resto. Nonostante il fango che spesso mi viene lanciato addosso, con esposti o accuse infondate, mi sento sereno e tranquillo: dal mio punto di vista l’onestà è una pre-condizione del fare politica. Non sono mai venuto meno a questo. Ero convinto della correttezza della mia scelta, aspettavo solo una sentenza che lo confermasse. Per il resto, andiamo avanti con il nostro lavoro e il nostro impegno per Parma, è la cosa più importante”.