Sei in Archivio

Vicofertile

Oasi di tranquillità? I residenti: «No, abbiamo paura»

Per tutti il primo problema è la criminalità: il «Progetto Vico Sicura» conta 200 adesioni. E il complesso residenziale «Parma Più», mai terminato, è diventato una discarica

di Maria Teresa Angella -

02 aprile 2018, 12:22

Un’oasi felice e un posto tranquillo, immerso nel verde, con tutti i servizi e le comodità. Così potrebbe apparire a un occhio poco attento la frazione di Vicofertile, a soli sei chilometri da Parma, ma l’opinione degli abitanti è ben diversa.

«Il problema principale di Vicofertile è la sicurezza», manifesta Catello Del Sorbo della pizzeria bar «Totò e Peppino» in Piazza delle Terramare. Infatti negli ultimi anni sono stati numerosi i furti e le rapine anni ai danni di attività e abitazioni. «Per tutelarci un gruppo di cittadini ha deciso di creare il “Progetto Vico Sicura” a cui hanno aderito più di 200 persone - prosegue Catello -. Abbiamo contattato autonomamente un’agenzia di sicurezza privata che sorveglia negozi e abitazioni qualche ora tutte le notti. Ci siamo auto tassati per poter vivere in sicurezza».

Per Rossella Raffaini sarebbe utile anche organizzare un Controllo di Vicinato: «A Parma funzionano, non vedo perché qui non si potrebbe realizzare. Un altro grosso problema per noi di Vicofertile è il passaggio a livello che ci isola anche in caso di emergenza».

Altre due note negative sono costituite dal manto stradale irregolare e dai fossi non molto puliti che costeggiano la via principale. «Una grossa preoccupazione è quella di via Martiri della Liberazione, che potrebbe crollare da un momento all’altro sotto il peso dei camion - esordisce preoccupato Enrico Rossetti -. Ne passano a centinaia diretti al “Mulino Denti”. Fanno tremare la strada e i vetri delle case. Non prendono la strada nuova, via Vincenzo Muccoli, che passa dal quartiere fantasma “Parma Più” ed evita il centro di Vicofertile perché manca la segnaletica». Sotto a via Martiri della Liberazione, spiega Enrico, passa il Canale Naviglio Taro fatto da Maria Luigia: «La struttura che regge la strada e intuba il canale è molto antica ed è stata fatta con delle volte chiaramente non progettate per sostenere il peso di camion e rimorchi pieni. Se la strada cede siamo isolati».

Ciliegina sulla torta, se così lo si può definire, è il complesso residenziale «Parma Più», mai terminato e trattato come una discarica a cielo aperto. Le vie che portano dentro al quartiere sono sbarrate da reti metalliche ma questo non ha certo impedito a malintenzionati e vandali di rubare e rovinare infissi, cavi di rame, grondaie e cavi elettrici. Resti e scarti di lavorazione giacciono sui prati attorno agli scheletri di quelle che dovevano diventare case per tante famiglie.