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EDITORIALE

L'intricato rebus del nuovo governo

di Stefano Pileri -

03 aprile 2018, 15:28

L'intricato rebus del nuovo governo

E’ quasi certo che il rebus del nuovo governo non si risolverà nel primo giro di consultazioni che inizia domani al Quirinale con i presidenti di Camera e Senato. E infatti il presidente della Repubblica Mattarella ha già messo in conto un secondo giro di incontri, da iniziare magari dopo qualche giorno di riflessione. A riflettere, più che il Capo dello stato, dovranno essere i leader delle varie forze politiche che nel primo giro al Quirinale sembrano ben decisi a restare sulle proprie posizioni. Il Movimento 5 Stelle rivendicherà il ruolo di premier per Di Maio in quanto capo del primo partito. La Lega e il centrodestra faranno lo stesso per Salvini in virtù del 37 per cento raccolto dalla coalizione. Quanto al Pd, non gli resterà che ritagliarsi il ruolo di opposizione. Ma, di questo passo, è evidente che non sarà facile da trovare la quadra in tempi brevi.
Il giorno di Pasqua Di Maio ha mandato un messaggio su Facebook corredato da una foto del pranzo in famiglia per dire: «Insieme siamo arrivati fin qui, non si fanno passi indietro». Un messaggio che è sembrato diretto soprattutto all’interno del suo movimento, dove si confronta l’ala governista maggioritaria con quella «radicale» che vorrebbe tornare rapidamente al voto per fare il pieno di consensi. Qualche apertura a un’intesa spunta da Forza Italia. Ma, è innegabile, per molti Cinque stelle un governo sostenuto da Berlusconi sarebbe duro da digerire. Anche con Di Maio a Palazzo Chigi.