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COLORNO

Il Consiglio dice sì: via alla fusione con Torrile

di Cristian Calestani -

08 aprile 2018, 00:00

Ora c’è il sì anche di Colorno alla proposta di fusione con Torrile. Dopo il mancato raggiungimento della maggioranza qualificata (2/3 dei consiglieri) al primo tentativo si sono tenuti altri due consigli comunali nei quali è bastata la maggioranza assoluta (la metà più uno dei consiglieri) per fare in modo che anche a Colorno, come già deliberato a Torrile, possa avere inizio l’iter di fusione con il referendum che sarà convocato per il prossimo autunno.

A votare a favore sono stati 8 consiglieri di maggioranza – era assente il consigliere Maurizio Segnatelli che con la propria astensione aveva pregiudicato il raggiungimento della maggioranza qualificata al primo consiglio – mentre hanno votato contro i due consiglieri di minoranza presenti: Filippo Allodi (Il Comune che vorrei) e Luigi Curti (Colorno Viva).

Allodi, al momento del voto, ha estratto un cartello con la scritta «Io voto no». «Si sta facendo tutto di fretta – ha criticato Allodi – sulla base di una scelta politica voluta dai sindaci Michela Canova di Colorno ed Alessandro Fadda di Torrile e dal Partito democratico che li sostiene. Una scelta personale per garantirsi un futuro politico e la spartizione di poltrone. E di Colorno e Torrile, della loro storia centenaria che cosa ne sarà? Sarà tutto cancellato in sei mesi? Questo percorso non è stato per nulla condiviso. Si sono previsti soltanto un paio di incontri frettolosi con i cittadini. La fusione per questi due comuni è uno sbocco sì naturale, ma non automatico, certo ed immediato. Lo dimostra anche lo studio di fattibilità che mette in luce diverse criticità operative. Solo pochi mesi fa i due comuni non sono riusciti ad accordarsi su un centro di raccolta dei rifiuti unico ed ora corrono verso la fusione. Per noi servirebbe invece un periodo di fidanzamento prima del matrimonio con Torrile».

Critico anche Curti. «Sono favorevole alla fusione, ma non con questa tempistica – ha sottolineato -. Il rischio è che i cittadini, non informati a dovere, non capiscano l’importanza di questa proposta e la boccino al referendum».

Di tutt’altro avviso la maggioranza come sintetizzato dal capogruppo Pd Donatella Censori: «Oggi non votiamo per il sì o il no alla fusione. Ci esprimiamo su un percorso che porterà al referendum affinché siano i cittadini ad esprimere la loro opinione».

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