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EDITORIALE

Italia: quasi sei anni senza un governo

di Luca Tentoni -

08 aprile 2018, 14:09

Italia: quasi sei anni senza un governo

Dal 1946 ad oggi l'Italia ha avuto un governo "in carica per l'ordinaria amministrazione" per ben 2.159 giorni: cinque anni e undici mesi (per avere un'idea dell'enormità della cosa, basti pensare che una legislatura completa ne dura solo cinque).
Dalla prima volta che abbiamo fatto questo calcolo, nel lontano 1989, sono trascorsi 29 anni: nel frattempo si sono susseguiti 18 governi (durata media 562 giorni) con 578 giorni di crisi. L'Italia è un paese abituato a convivere con queste situazioni, ma nella Seconda Repubblica, se la durata dell'interregno fra un Esecutivo e l'altro è stata pari a quella della Prima (33,2 giorni), si è però allungata la vita delle compagini ministeriali. Fra il 1946 e il 1994, infatti, abbiamo avuto un nuovo governo ogni 342 giorni; dal ‘94, uno ogni 623: abbiamo fatto progressi.
Tuttavia, la durata di un governo non è sinonimo di efficienza o di efficacia della sua azione. Per tutta la Prima repubblica, poi, abbiamo assistito ad una straordinaria continuità di "formule" (coalizioni) che duravano più di dieci anni consecutivi: il centrismo, il centrosinistra, il pentapartito. C'erano presidenti del Consiglio che rimanevano al loro posto formando un nuovo governo (è successo 37 volte su 65: De Gasperi ne ha presieduti addirittura otto di seguito, fra il 1945 e il 1953) e ministri che restavano per anni nel loro dicastero.

Non solo: pochi sanno che nei 72 anni della Repubblica abbiamo avuto 65 governi, ma solo 28 presidenti del Consiglio diversi.
In più, i primi dieci per durata in carica hanno governato per ben 52 anni, lasciando i restanti 20 anni agli altri 18 (più o meno occasionali) presidenti.
Andreotti è stato il maggiore "gestore di crisi", restando in carica per 2660 giorni, 454 dei quali in "ordinaria amministrazione" (in tutta la Seconda Repubblica i giorni di crisi sono stati 463).
Il dato complessivo sulla durata delle crisi non spiega tutto: fino al 1994 la stessa coalizione si divideva e si ricomponeva, ma durava per dieci o dodici anni di seguito; da allora, nessuno ha mai governato per più di cinque anni di fila (nel '94 ha vinto il centrodestra, nel '96 il centrosinistra, nel 2001 il centrodestra, nel 2006 il centrosinistra, nel 2008 il centrodestra, nel 2013 il centrosinistra, nel 2018 abbiamo avuto un nuovo cambiamento).
Prima c’era "instabilità nella continuità", ora una discontinuità periodica; prima una democrazia "bloccata" dove governavano sempre la Dc e i suoi alleati, ora (dal 2013) un ricambio fra tre poli (e almeno 4 partiti rilevanti).
Nella Seconda Repubblica le crisi sono durate molto solo quando hanno riguardato governi alla conclusione dei quali sono seguite le elezioni. In altri casi tutto si è risolto in meno di due settimane. Dopo il 4 marzo, però, abbiamo un’instabilità da Prima repubblica ma non una prospettiva di formule durature, col sistema dei partiti in continua evoluzione. LUCATENTONI
@LucaTentoni1