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Blockhaton, al via la gara della Ue per programmatori

C'è tempo fino alla fine del mese di aprile per iscriversi alla maratona

di Riccardo Anselmi -

09 aprile 2018, 03:50

C’è tempo fino al 30 aprile per partecipare al concorso rivolto a programmatori ed esperti di blockchain che si ritroveranno a Bruxelles, dal 22 al 25 giugno, nel primo Blockathon (blockathon.eu) in assoluto organizzato dall’Unione europea. In palio complessivamente 100.000 euro.
A promuovere l’iniziativa è l’agenzia Euipo (Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale), con sede ad Alicante in Spagna, dove gestisce la registrazione dei marchi dell’Unione europea (Mue) e dei disegni o modelli comunitari registrati (Dmc), strumenti volti a proteggere la proprietà intellettuale in tutti i 28 Stati membri.
Nel 2012 all’Euipo è stato affidato anche l’Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, che in collaborazione con la commissione europea ha indetto la competizione con l’obiettivo di riunire le migliori menti creative, liberando così il potenziale della tecnologia blockchain per realizzare congiuntamente una soluzione integrata per la lotta alla contraffazione. «L’Euipo è fermamente intenzionato a esplorare il potenziale della tecnologia blockchain in termini di collegamento di sistemi e garanzia della sicurezza e inalterabilità dei dati condivisi, allo scopo di instillare fiducia nel nostro ecosistema operante nella legalità, a vantaggio dei cittadini, delle autorità di contrasto e delle imprese. Siamo convinti che sia possibile - ha dichiarato António Campinos, direttore esecutivo dell’Euipo - dare vita a un’alleanza basata su stretti contatti in rete per rendere sicura la logistica, garantire l’autenticità dei prodotti, tutelare i consumatori e contrastare le attività illegali e criminali».
Il giro d’affari stimato è rilevante. Secondo i dati dell’agenzia, i settori che fanno un uso intensivo di diritti di proprietà intellettuale (Dpi) contribuiscono per il 42% al Pil della Ue e sono all’origine, diretta o indiretta, del 38% dei posti di lavoro, mentre le violazioni dei Dpi, sotto forma di contraffazione e pirateria, costano 90 milioni di euro l’anno alle imprese operanti nella legalità. Problema nel problema è il fatto che «spesso i consumatori non sono in grado di capire se un prodotto sia autentico oppure no. Nel 2017 il 10% dei consumatori della Ue, ossia circa 43 milioni di cittadini, cifra corrispondente alla somma delle popolazioni di Belgio, Bulgaria, Irlanda, Grecia e Portogallo, è stato indotto con l’inganno a acquistare un prodotto falso».