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Governo?

Salvini-Di Maio, dalle ipotesi d'intesa alle scintille: "Dialogo o voto"

09 aprile 2018, 21:25

Dall' ipotesi per un dialogo di governo alle scintille: botta e risposta a distanza: è stallo politico. «Ci sono il 51% di possibilità di fare governo tra centrodestra e Cinquestelle», ha iniziato Matteo Salvini, incontrando imprenditori e cittadini in un prosciuttificio a San Daniele del Friuli (Udine)  per sostenere il candidato leghista alle prossime regionali. La risposta di Di Maio arriva su Twitter: "C'è lo 0% di possibilità che il Movimento 5 stelle vada al governo con Berlusconi e con l'ammucchiata di centrodestra". "Di Maio, in questo momento, mi interessa meno di zero", ha replicato poi Matteo Salvini. "Non ci sono altri vertici, non è che possiamo far vertici tutti i giorni. Esiste il telefono fortunatamente, nel 2018", ha rilanciato  il leader del Carroccio che ha poi aggiunto: «A Di Maio chiederò un incontro volentieri, sulla disponibilità a venirci incontro per fare. Gli italiani chiedono di fare. Al di là dei veti o delle simpatie, facciamo qualcosa o no? Se la risposta è no, i numeri sono numeri, si torna al voto». E sull'ipotesi di una terza figura che provi a formare un governo, Salvini era stato netto: "Premier terzo? Quarto, quinto, dodicesimo, ma chi lo vota? I voti in Parlamento da dove arrivano? Dal centrodestra e io immagino dai Cinque stelle, se vogliono ragionare seriamente". Poi un altra punzecchiata al M5S e Di Maio: "Se vuole ragionare o se preferisce il Pd, perché io ho visto che dice dialogo col Pd e anche con Renzi... auguri". Poi una sorta di ultimatum: «La risposta a Di Maio è la vita reale: significa che c'è una squadra che ha vinto, voglio dialogare, non voglio fare il premier a tutti i costi, sono disposto a parlare di programmi, ma se dall’altra parte arrivano solo no, si va a votare e gli italiani daranno il loro voto a chi si fidano di più e penso che saremo noi. Da domani pronto a incontrare tutti, anche Di Maio. Anche non pretendendo di fare il premier. Ma se dall’altra parte ci sono arroganza, veti e supponenza non si va lontano». Una situazione descritta dal Financial Times: l'Italia "può difficilmente permettersi una paralisi prolungata. Sebbene l’incertezza sulla formazione del nuovo Governo per il momento non incida negativamente sull'andamento dei mercati, quanto ancora potrà durare?".