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Car of the year

Volvo XC40, il simbolo della rinascita del marchio

09 aprile 2018, 19:52

MILANO - Tutto in poche settimane. A Ginevra, il «Car of the Year 2018» a XC40. A stretto giro di posta, anche il «World Car of the Year» per il mid-Suv XC60. Titoli di prestigio, ma soprattutto il simbolo di una rinascita sulla quale un decennio fa quasi nessuno avrebbe scommesso.

Da 334.000 (2009) a 571.000 vendite (2017): Volvo è nuovamente il costruttore premium di design e qualità, oltre che ai primi posti al mondo in termini di sicurezza. Tutto (ri)partì il 2 agosto 2010, quando un certo Li Shufu, numero uno Geely, rilevò il marchio da Ford e chiamò uno per uno gli importatori Volvo in giro per il mondo. Da quel gesto di umiltà e responsabilità, la rete riacquistò fiducia e lavorò all’unisono per rilanciare il proprio prodotto. Il resto, è storia recente.

Progressivamente, Volvo ha rinnovato la sua gamma, recuperato competitività, scalato le classifiche di gradimento. Fatta eccezione per V40, il modello più anziano è il Suv XC90, anno di nascita 2014.

Design scandinavo, rispetto per l’ambiente, sicurezza, qualità. Archiviati gli «awards» per i suoi Suv gioielli, da questi principi il marchio Volvo riparte per consolidare il suo rinascimento, un fenomeno che negli ultimi tempi ha pochi eguali nel settore. Dopo la premiere di nuova V60 a marzo, in estate arriverà anche la berlina S60, seguita a ruota dall’edizione mild off-road V60 Cross Country.

Il programma Care by Volvo moltiplicherà la propria offerta, e a poco a poco, la gamma riceverà completa elettrificazione. Il futuro Volvo ha basi solide. L.C.