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TECNOLOGIA

Adas: guidiamo già il futuro ma spesso non lo sappiamo

I sistemi di assistenza alla guida? Non solo sulle auto di lusso. Scopriamo a bordo di DS, Peugeot e Citroën le nuove frontiere della sicurezza

di Lorenzo Centenari -

10 aprile 2018, 22:31

Volete mettere in crisi il vostro amico esperto di motori? Chiedetegli cosa siano gli ADAS. Con buone probabilità, farà scena muta. Che con gli acronimi in inglese gli italiani abbiano scarsa confidenza, non lo scopriamo ora. Ma gli ADAS, Advanced Driving Assistance Systems, gran parte di noi li sfrutta ogni santo giorno, senza saperlo. Se poi guidiamo una vettura di PSA Group, di quelle almeno di ultimissima generazione, gli ADAS sono un compagno di viaggio quotidiano. La guida autonoma è lungi dal dirsi alle porte: la transizione sarà lenta e graduale. L’auto senza conducente non è qui, ma è già in cammino. Non solo i marchi premium: anche Gruppi generalisti come PSA sono a metà dell’opera, potendo attrezzare la propria gamma di sopraffini assistenti alla guida.

IL GRUPPO PSA

Peugeot 308 e 5008, Citroën C3 Aircross e C4 Cactus: ciascuno dei più recenti modelli del Gruppo adotta molteplici sistemi. Ma il proprio manifesto tecnologico, PSA lo affigge al Suv DS7. Frenata automatica di emergenza con riconoscimento pedoni, assistenza al parcheggio, riconoscimento segnali stradali, monitoraggio angolo cieco. Certo. Ma l’ammiraglia DS è anche Connected Pilot, sistema ultraevoluto che accresce il comfort del preesistente Adaptive Cruise Control con funzione Stop & Go, ma anche elabora le immagini riprese da una telecamera integrata al parabrezza e riconosce le linee continue e discontinue, mantenendo così il veicolo in carreggiata. Chiamasi LPA, Lane Position Assist. Se poi il conducente vuole scartare di corsia, può sempre annullare la correzione automatica, esercitando sul volante una pressione che contrasti quella (debole) del sistema.

A INFRAROSSI

DS7 è poi Driver Attention Monitoring, programma che si avvale di una telecamera a infrarossi posizionata sopra il volante che mantiene sotto controllo costante gli occhi (frequenza dei battiti delle palpebre), il viso (direzione dello sguardo), i movimenti della testa, inoltre la traiettoria stessa dell’auto, registrando eventuali deviazioni o movimenti bruschi allo sterzo. Quando l’Attention Monitoring rileva anche una sola anomalia, un segnale sonoro intima al conducente di fare un «pit stop».

DS7 è infine la suggestione del Night Vision: grazie a un software che ne interpreta le immagini, la telecamera a infrarossi posizionata nella calandra anteriore rileva pedoni e animali fino a 100 metri di distanza. A sua volta, il quadro strumenti digitale del Suv DS replica l’immagine esterna e ne evidenzia eventuali pericoli: in giallo, oppure in rosso, qualora il rischio sia elevato. Il principio grazie al quale il Night Vision individua corpi estranei sulla traiettoria è quello della differenza di calore. E attenzione: per corpo caldo, non si intende solo un essere vivente. Anche un palo è un corpo caldo, anche un masso. Il fattore che intercettano i raggi infrarossi è la differenza di temperatura con l’ambiente circostante. Se incrociati tra di loro, gli ADAS by PSA fanno di DS7 non un’auto a guida autonoma, ma quasi. Serve pazienza, ma arriverà anche quella.