Sei in Archivio

FORMULA 1

Gp di Cina: dietro le quinte una battaglia... economica

di Paolo Ciccarone -

14 aprile 2018, 17:21

Mentre in pista si lotta col cronometro, dietro le quinte la battaglia è puramente economica. E per dare manforte alle trattative, niente di meglio che farlo da una posizione di forza. La Ferrari convince anche in Cina con Vettel e Raikkonen in prima fila. Su quella che era una pista favorevole per la Mercedes vedere le frecce d'argento arrancare, fa capire come a Maranello abbiano dato il meglio nello sviluppo della SF71H, una monoposto che cresce ogni volta che si portano le modifiche, al contrario di quanto accadeva in passato.

Ma se la battaglia in pista è di facile comprensione, bisogna guardare oltre. Questa Ferrari sta avendo successo in autodromo ma anche e sopratutto nei mercati. I numeri dell'ultimo anno della gestione Marchionne parlano chiaro: utile netto a 537 milioni di euro, in aumento del 34% anno su anno, ebitda a 1,036 miliardi (+23% a/a), ebit a 775 milioni e ricavi a 3,417 miliardi (+10% anno su anno). Su queste cifre non si discute: il programma di crescita firmato Marchionne funziona. E anche le scelte strategiche in squadra stanno dando risultati, a partire dall'anno scorso, con una Ferrari competitiva nelle prime gare di quest'anno con una rossa sbalorditiva capace di piegare la Mercedes.

Ma dietro le quinte cova la battaglia, che riguarda anche in questo caso i quattrini. Fra le ipotesi al vaglio di Liberty Media, la società che ha rilevato la proprietà della F.1, c'è anche una revisione dei premi di ingaggio sulle squadre, in Bahrain se ne era parlato, in Cina si è litigato. Claire Williams, figlia di Frank il fondatore della scuderia, era stata la più felice di questa situazione. In base a quanto pubblicato da Dieter Renken, un giornalista sudafricano sempre ben informato (ha una fonte che gli gira i documenti...) nella ipotesi di distribuzione dei premi, su una base ipotetica di 1 miliardo di dollari (quella attuale è di circa 1,067 quindi siamo lì) a perderci sarebbero i tre top team. Infatti sparirebbe il bonus di anzianità e di titoli vinti, mentre i piccoli team potrebbero vedere incrementare le loro entrate.

Nell'ipotesi stilata la Ferrari è quella che ci perderebbe di più, con incassi inferiori di 79,6 milioni di dollari, la Mercedes perderebbe 56,8 milioni e la Red Bull 44,5. La McLaren perderebbe appena 1,3 milioni mentre il salto sarebbe enorme per la Williams, con più 21 milioni per arrivare a Sauber (più 30) e Haas e Toro Rosso con un incremento di 33 milioni in più. Cosa che consentirebbe a queste 7 squadre di sopravvivere e anzi di avere più soldi rispetto ai budget attuali. Su questa visione il mondo F.1 è spaccato, anche perché ve lo immaginate un colosso come Mercedes o Ferrari che viene battuto in pista da un garagista che si occupa di altro? Come giustificare al consiglio di amministrazione che uno staff di 150 persone ha bastonato una equipe di 2000?

Non sarà facile trovare una soluzione. A meno che Liberty Media non rinunci a una parte dei propri introiti dandoli ai piccoli team, ipotesi da scartare visto che Liberty vorrebbe, semmai, aumentare gli incassi...Ed ecco che le prestazioni in pista, siano pole position, vittorie o altro ma sempre da protagonista, aiutano in quell'altra battaglia, nascosta e segreta ma da cui dipendono i destini del mondiale a partire dal 2021.