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COLORNO

Ponte chiuso: «Troppo silenzio dalla Provincia»

di Cristian Calestani -

15 aprile 2018, 18:01

«C’è troppo silenzio sulla vicenda del ponte chiuso. Siamo preoccupati per il rischio di intoppi e ritardi. Le nostre aziende sono in sofferenza e gradiremmo un aggiornamento periodico da parte della Provincia di Parma, un punto della situazione ogni 15 giorni»: riassume la preoccupazione di un intero territorio Fausto Salvini, vicepresidente del Comitato TrenoPonteTangenziale e presidente del caseificio San Salvatore di Sanguigna di Colorno che, a causa della chiusura del ponte sul Po di Casalmaggiore, ha subito un drastico calo del 50% delle vendite dirette di Parmigiano reggiano e che a fine mese, quando ci sarà l’iniziativa di Caseifici Aperti, sa già che non potrà contare sul consueto afflusso di visitatori lombardi.

«Dal rinvio della conferenza dei servizi, di metà marzo, per la richiesta di approfondimenti in materia sismica da parte della Regione – spiega – non abbiamo più ricevuto aggiornamenti. In via ufficiosa trapela che la documentazione richiesta sia stata inviata a Bologna, ma di ufficiale non abbiamo visto nulla: tantomeno la riconvocazione della conferenza dei servizi che la Provincia aveva annunciato per i primi giorni di aprile». Salvini non risparmia il presidente della Provincia Filippo Fritelli: «Non lo abbiamo mai visto a Colorno per il ponte. Siamo delusi per questo suo comportamento. Se oggi il ponte di Colorno e Casalmaggiore è in queste condizioni è anche per responsabilità della Provincia che non ha disposto la necessaria manutenzione. Ci ha deluso anche il ministro Graziano Delrio che, pur essendo di Reggio, non ha mai compiuto un sopralluogo per dialogare direttamente con noi cittadini. Vogliamo semplicemente sapere cosa sta succedendo e cosa si sta facendo per il ponte. Chi affronta disagi siamo noi, qui sul territorio, non certo i politici o i tecnici».

È un fiume in piena Salvini: «Credo sia stato un grande errore quello delle due regioni di non provare nemmeno a chiedere lo stato di emergenza per la vicenda ponte. Al massimo il governo ci avrebbe detto di no. Per l’alluvione del torrente Parma lo stato di emergenza, per Colorno, è stato concesso. I commercianti del paese saranno giustamente rimborsati per le mancate vendite dei giorni della piena, mentre a me quelli che diventeranno due anni di mancate vendite chi li rimborserà? Con lo stato di emergenza, tra l’altro, sarebbero diminuiti anche i tempi tecnici dell’intervento sul ponte».

Infine il monito per il ponte nuovo: «Chiediamo a tutte le forze politiche, locali e nazionali, di mettersi già al lavoro per il nuovo ponte, rendendo celere il passaggio di proprietà di quello attuale all’Anas». Su questo fronte il Comitato si sta muovendo per organizzare un incontro pubblico durante il quale presentare i lavori che permetteranno di realizzare il nuovo ponte a San Benedetto Po, un progetto a cui ispirarsi.