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CITTA' DEL VATICANO

Siria, l'appello del Papa: "Prevalga la pace, mi appello a tutti i leader"

"Profondamente turbato assenza di un'azione comune per la pace"

15 aprile 2018, 15:10

 Serve subito «un’azione comune per la pace": è questo l’appello per la Siria lanciato da Papa Francesco. Il pontefice sterza la comunità internazionale e si rivolge a tutti i leader per cessare i conflitti che perdurano da sette anni. Una richiesta forte che arriva anche dopo la telefonata, ieri, a poche ore dal lancio dei missili di Usa, Francia e Gb, con il patriarca ortodosso Kirill nella quale i due leader religiosi, insieme ai patriarchi delle Chiese d’Oriente, hanno voluto unire le loro voci per «fermare lo spargimento di sangue in Siria».
Oggi Papa Francesco è tornato a chiedere l’intervento della comunità internazionale: «Sono profondamente turbato - ha detto alla preghiera del Regina Coeli a piazza San Pietro - dall’attuale situazione mondiale, in cui, nonostante gli strumenti a disposizione della comunità internazionale, si fatica a concordare un’azione comune in favore della pace in Siria e in altre regioni del mondo. Mentre prego per la pace, e invito tutte le persone di buona volontà a continuare a fare altrettanto, mi appello nuovamente a tutti i responsabili politici, perchè prevalgano la giustizia e la pace», ha sottolineato con forza Francesco.
Dalla Siria la voce della Chiesa si leva per dire 'bastà alla guerra ma i Patriarchi d’Oriente hanno condannato senza mezzi termini Usa, Gb e Francia definendo l’attacco «una brutale e ingiusta aggressione». «Solleviamo le nostre voci per affermare» che «è una chiara violazione delle leggi internazionali e della Carta delle Nazioni Unite, perchè è un assalto ingiustificato a un Paese sovrano, membro dell’Onu». «Questa brutale aggressione - ribadiscono i Patriarchi cristiani - distrugge le possibilità di una soluzione politica pacifica e rischia di portare ad un’escalation».
Intanto Assisi si candida come città per una possibile mediazione e per il 27 aprile il vescovo, i frati, ma anche le istituzioni cittadine hanno indetto una giornata di preghiera.
Prosegue anche l’opera per alleviare le sofferenze della popolazione, dalla Caritas ad altri enti, come Aiuto alla Chiesa che Soffre che proprio in questi giorni ha rafforzato il suo contributo nell’area: «Sette anni di guerra hanno stremato il popolo siriano. La soluzione del conflitto non passa da nuovi bombardamenti. Mentre la minoranza cristiana da sempre, oggi ancor di più, è compatta nel richiedere alla comunità internazionale impegno nella ricerca di una soluzione diplomatica respingendo ogni ulteriore uso della forza, Acs in questi giorni - riferisce il direttore Alessandro Monteduro - ha deciso di rafforzare gli aiuti umanitari per loro in Siria e nei paesi confinanti, innanzitutto in Libano dove sono centinaia di migliaia i siriani che hanno trovato rifugio».

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