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economia

Gsk, ecco perché il gruppo investe 30 milioni a San Polo

17 aprile 2018, 07:01

PATRIZIA GINEPRI

E' una notizia importante per il nostro territorio, frutto di un'eccellenza produttiva che è diventata punto di riferimento di una grande multinazionale. La GlaxoSmithKline (Gsk) investe 30 milioni di euro nel sito di San Polo di Torrile per la produzione di un nuovo medicinale destinato alle persone affette da Hiv. L'investimento riguarda la costruzione di un nuovo impianto di 1.500 metri quadrati, dedicato alla produzione e al confezionamento di fostemsavir per conto di ViiV Healthcare, azienda globale specializzata nell'Hiv a maggioranza GlaxoSmithKline.

RUOLO STRATEGICO DEL SITO

Giuseppe Carloni, direttore dello stabilimento parmense, sottolinea subito un aspetto fondamentale: il ruolo strategico del sito all'interno di una multinazionale che di poli produttivi ne ha ben 66. «L'annuncio - premette Carloni - riflette l'impegno di Gsk su Parma e conferma la nostra significativa presenza industriale in Italia e nella regione. L'investimento rafforza la posizione del nostro sito, altamente tecnologico e flessibile: una piattaforma di produzioni strategiche per il gruppo. E' un riconoscimento non solo delle competenze tecniche, ma anche della capacità di gestire la fase di introduzione di nuovi prodotti. Anche se già produciamo e forniamo una serie di farmaci innovativi ai pazienti di tutto il mondo, realizzarne uno anti-Hiv è una prima assoluta per la nostra struttura e sono particolarmente lieto dell’opportunità di collaborare con Gsk e ViiV Healthcare».

L’annuncio dell’investimento di Gsk destinato a potenziare il polo parmense «è motivo di duplice soddisfazione» per il direttore dell'Unione Parmense degli Industriali Cesare Azzali. «Da un lato conferma che il gruppo intende continuare a promuovere questo sito come punto di eccellenza delle proprie capacità produttive - spiega Azzali -; inoltre è un ulteriore elemento di grande soddisfazione poter constatare che nel nostro territorio operano aziende in grado di dare un contributo determinante alla tutela della salute e della qualità della vita delle persone».

IL PROGETTO

Con la costruzione già in fase avanzata, si prevede il completamento del nuovo impianto nella seconda metà di quest'anno, per supportare la presentazione della domanda di registrazione per fostemsavir negli Stati Uniti e in Europa prevista a fine 2019, con successivo lancio nel 2020.

«Il nuovo farmaco anti-Hiv non poteva essere prodotto nelle piattaforme esistenti - spiega Carloni cercando di semplificare per i non addetti - si tratta di un nuovo meccanismo di azione per inibire l'ingresso del virus all'interno delle cellule. Come per i prodotti oncologici ha una corsia preferenziale per quanto riguarda l'iter di sviluppo. Da qui la decisione di Gsk, che ha accelerato il piano di costruzione del nuovo impianto prima ancora di conoscere i risultati sperimentati su ampia scala. Questa scommessa su un farmaco salvavita ha una forte connotazione etica: investire per poter rendere disponibile il prodotto il più presto possibile».

La struttura in costruzione è già a buon punto. Il direttore Carloni mostra con orgoglio il cantiere e tutto il rigore che lo contraddistingue. Anche per la sua realizzazione sono richieste competenze altamente specifiche, vista la parte preponderante di ingegneria e impiantistica. Sono guardando i lavori in corso d'opera, tra impianti sofisticati e pannelli aperti ci si rende conto dell'alto valore tecnologico messo in campo.

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