Sei in Archivio

IL VINO

«5 Stelle Sfursat di Nino Negri» rigore ed equilibrio unici

di Andrea Grignaffini -

18 aprile 2018, 23:44

Nel 1969 Mario Soldati nel suo Vino al Vino scriveva in tal direzione: «Chi non è mai stato in Valtellina, ci vada. E ci vada subito, prima che sia troppo tardi. Non perché, qui, il paesaggio sia minacciato da pericoli più gravi e più imminenti di quelli da cui sono ormai minacciati i paesaggi di tutto il resto del mondo. Ma perché si tratta di una bellezza così straordinaria e così incredibilmente intatta che mi pare difficile possa durare ancora a lungo, e che un caso qualunque, da un giorno all’altro, non la offuschi».

Chissà se, soltanto due anni dopo, Casimiro Maule, assunto giovanissimo dal carismatico sciur Carlo Negri in quel di Chiuro, ebbe i medesimi pensieri. Sì, lui, Casimiro, trentino di nascita ma sposato molto presto, professionalmente, alla Valtellina. Di acqua ne è passata sotto i ponti, anzi ne sono trascorse di vendemmie (più di quaranta), in cui il promettente diplomato di San Michele all’Adige si è affermato, alla distanza, come uno degli enologi italiani, senza dubbio, più umili e più abili. Colui che ebbe l’intuizione di «costruire» lo Sfursat moderno, distinguendosi per pulizia, rigore ed equilibrio, in un’area di vigneti terrazzati e di muretti a secco, dove la fatica, il sudore e l’impegno raddoppiano.

Zona che rappresenta poi uno degli esempi storici di trasformazione da parte dell’uomo, maggiormente spettacolari, «protagonisti - per dirla con lo storico Fernand Braudel - di una storia immobile», al pari dei mari, dei grandi fiumi e delle catene montuose.

E che Casimiro ha tenuto, sempre, in somma accortezza. Terrazzamenti strappati alla roccia su pendii scoscesi che descrivono infatti qualcosa di irripetibile, un patrimonio storico-ambientale da salvaguardare.

Brindiamo quindi con il 5 Stelle Sfursat di Nino Negri in cui spezie e frutta (marasca e ciliegia scura) sono prepotenti al naso e si innervano in una bocca di vibrante acidità pur sostenuta da un frutto opulento ma mai eccessivo.