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PROSCIUTTO

Inchiesta sui prosciutti Dop, sospesi i certificatori. Il Consorzio del Prosciutto: "Produttori parte lesa"

Decisione del ministero: stop per 6 mesi e impegno a correzioni

18 aprile 2018, 17:38

Inchiesta sui prosciutti Dop, sospesi i certificatori. Il Consorzio del Prosciutto:

Sospensione di sei mesi per i certificatori di qualità di numerosi prosciutti, salami e formaggi Dop. E’ il primo risultato dell’inchiesta aperta nei mesi scorsi dalla Procura di Torino sulla non conformità di numerosi maiali al disciplinare del Prosciutto di Parma e del San Daniele. In particolare, alcuni allevatori del Nord Italia avrebbero utilizzato maiali di razza Duroc danese, più redditizia, per inseminare interi allevamenti, in violazione appunto delle stringenti disposizioni del disciplinare.
E' arrivata così la sospensione delle autorizzazioni concesse a Ifcq per la certificazione di diverse produzioni, fra cui Prosciutto di San Daniele, Cinta Senese, Pecorino Romano e Sarso, Mortadella di Bologna e Cotechino di Modena. La sospensione scatterà dal primo maggio e prevede che i certificatori rimuovano le cause che hanno portato al provvedimento, anche tramite «la rigorosa applicazione dei piani di controllo» tramite «la verifica del tipo genetico dei verri" e «della corretta esecuzione delle operazioni di classificazione delle carcasse».

Nell’inchiesta sui prosciutti Dop «non c'è nessun tipo di aspetto rilevante per quanto riguarda la sicurezza alimentare». Lo sottolinea il direttore di Assica, Davide Calderone, in merito alla sospensione per sei mesi degli enti di certificazione di numerosi prodotti Dop e Igp, fra cui i prosciutti di Parma e San Daniele.
Si tratta, spiega, «una misura di controllo rinforzato, gli enti continuano a certificare anche se si può dire che siano in un certo senso 'commissariatì, avendo una serie di adempimenti da osservare», ma, prosegue Calderone, «non è in discussione la fiducia verso i certificatori», che «vengono ora dotati di strumenti più adeguati».
Quello che è certo è che, comunque, ora è «complicato stabilire quando si è rispettosi del disciplinare o meno, perchè i criteri di non incompatibilità non sono solo legati alla razza, ma anche a diverse performance», ad esempio la perdita di peso durante la stagionatura, aggiunge Calderone.

IL CONSORZIO DEL PROSCIUTTO DI PARMA: "I PRODUTTORI SONO PARTE LESA, LA VICENDA NON RIGUARDA LA SICUREZZA ALIMENTARE". Stefano Fanti, direttore del Consorzio del Prosciutto di Parma, commenta in una nota: 

"In riferimento all’indagine, tuttora in corso, che vede indagati allevamenti e centri di genetica con l’ipotesi di frode in commercio aggravata per l’utilizzo di tipi genetici non ammessi dal Disciplinare dei principali prosciutti DOP italiani, i produttori di Prosciutto di Parma si dichiarano parte lesa e auspicano che si faccia presto chiarezza punendo severamente i colpevoli. Tale vicenda non riguarda in alcun modo aspetti di sicurezza alimentare".
Il Consorzio precisa inoltre che "nessuna coscia dei maiali provenienti dagli allevamenti coinvolti è diventata né diventerà Prosciutto di Parma ed eventuali cosce in stagionatura sono state facilmente indentificate e, se del caso, distolte dal circuito.
Il provvedimento adottato da ICQRF consiste sostanzialmente in un controllo rinforzato sugli Istituti IPQ e IFCQ nell’ambito di una procedura ministeriale mirata all’implementazione e al rafforzamento del sistema dei controlli in particolare nella fase di allevamento. L’obiettivo finale è quello di dotare gli Istituti di controllo di strumenti moderni per rendere più efficace la prevenzione delle frodi. In tal senso il Consorzio accoglie favorevolmente ogni tipo di misura atta a garantire il pieno rispetto del Disciplinare a tutela dei produttori e dei consumatori".