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Il market dello spaccio? Installato nel greto della Parma. Cinque in manette

21 aprile 2018, 10:18

Il market dello spaccio? Installato nel greto della Parma. Cinque in manette

Droga: cinque arresti da parte della Squadra Mobile di Parma che ieri ha chiuso l’indagine denominata “I fantasmi del greto”. Nel corso dell’operazione, iniziata all’alba di ieri, le manette sono scattate ai polsi di tre tunisini - Khmais Znazen, 31 anni, Fakhri Jaouadi, 28 anni e Anis Yakoubi, 33 anni - e due marocchini, Rahal Lachgar, 32 anni, proprietario di una macelleria araba in provincia di Reggio, attività che in passato aveva svolto anche a Parma,  e Hamid Abad, 40 anni. (il video degli arresti)

Perquisite anche le abitazioni di sette persone indagate. L’indagine era iniziata nell’aprile 2015 quando i poliziotti dell’antidroga venivano a conoscenza di un intenso traffico di droga (hashish, cocaina ed eroina) effettuato nel greto del Parma e, in particolare, nel tratto compreso tra ponte Dattaro  e ponte Stendhal. Ed ha consentito di documentare centinaia di cessioni di sostanza stupefacente effettuate, oltre che a Parma a Modena e Mantova, oltre a condurre complessivamente all'arresto di 13 persone ed al sequestro di 65 Kg di hashish, 100 grammi di cocaina e 150 grammi di eroina.

I primi servizi svolti dal personale della sezione antidroga hanno consentito di raccogliere immediatamente numerosi riscontri rispetto alla segnalazione.

Il primo ad essere identificato è stato S.O., cittadino tunisino già noto agli investigatori, spacciatore di cui sono state documentate numerose cessioni di droga a cittadini italiani e stranieri, secondo una modalità ricorrente che consentiva all’uomo di sentirsi al riparo da qualunque controllo delle forze di Polizia: agganciava il cliente nei pressi del greto e, una volta, definita la contrattazione ed incassato il denaro, si addentrava nella vegetazione per prendere lo stupefacente richiesto, per poi effettuare la consegna.

La successiva attività investigativa, supportata da presidi tecnologici,ha consentito di accertare che nella medesima area e con le medesime modalità operavano altri tre connazionali - quelli arrestati ieri - (nonché S.S. classe ’92 e R.M. classe ’85 indagati in stato di libertà) e di definire meglio le modalità di aggancio con i clienti, che contattavano telefonicamente i loro spacciatori per poi raggiungerli “al solito posto”.

“Solito posto” che, poi, nel corso delle indagini è cambiato: zona Campus e precisamente nella zona del greto prospiciente strada Serra, dove sono continuate le attività con le medesime modalità.

Risalendo la “filiera” dello spaccio, è stato possibile accertare che il gruppo faceva rifornimento  da un gruppo di cittadini marocchini domiciliati nell’hinterland milanese che, a loro volta, importavano la droga direttamente dalla Spagna, come accertato nel corso di un servizio operato congiuntamente dal personale delle Squadre Mobili di Parma e Milano che portava al sequestro di 34 kg. di hashish ed all'arresto dei due cittadini marocchini.