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viaggi

Killarney, tra i boschi d'Irlanda nelle abbazie dove corrono i cervi

di Luca Pelagatti -

23 aprile 2018, 21:00

Facciamo una scommessa? Se si dice Irlanda a quale luogo pensate per primo? Scommessa banale: Dublino. Ma non è detto che la prima idea sia la migliore. Ecco perché proponiamo una destinazione diversa: ovvero Killarney. E il fatto che non vi faccia suonare un campanello nella testa appena pronunciato il nome è un vero peccato.
Si, perché questa città del sud ovest è una specie di concentrato dell’isola di smeraldo, un luogo dove si concentrano bellezza naturali e storia. La città è nota per il suo omonimo parco nazionale ma ci sono anche molte altre cose da non perdere come l'Abbazia di Muckross fondata nel 1448 francescani. Oggi è in rovina e manca persino il tetto ma salendo sulla torre, l’unica in una struttura francescana nel paese, sembra di fare un salto nel tempo. E pare strano che nel 1652 i monaci dovettero fuggire inseguiti dagli scherani di Cromwell.
Una altra tappa poi in chiave storica, prima di dedicarsi alla natura, è certamente quella al castello di Ross che si trova pochi minuti fuori dalla città. Fu costruito nel XV secolo dal clan O'Donoghue ma ben presto divenne della famiglia che governava questa fetta d’Irlanda. Oggi resta una specie di casa torre circondata da mura ma un tempo era considerata imprendibile tanto che una vecchia profezia sancì che solo un attacco dall’acqua l’avrebbe fatta crollare. Le profezie possono costare care: nel 1652, il generale Ludlow al soldo di Cromwell fece salpare una grossa barca nel lago vicino al castello. Non servì altro: i difensori si sentirono sconfitti e si arresero subito, senza combattere. Aperto da aprile a ottobre di ogni anno, il castello è una destinazione molto popolare, soprattutto durante i mesi estivi anche se la zona circostante si può visitare tutto l'anno. Il modo migliore però, profezie a parte, per andarlo a scoprire è facendo una gita in barca intorno alla rocca e fino all’isola di Innisfallen. Non è una esagerazione dire che la sensazione di essere in una fiaba colpisce tutti. Questo fazzoletto di terra infatti, circondato da Lough Leane, uno dei tre laghi di questa zona, ospita le rovine dell'Abbazia di Innisfallen, un monastero paleocristiano fondato nel 640. Per quasi 1000 anni, l'abbazia fu occupata dai monaci, e in questi secoli gli emanuensi hanno stilato una storia dell'Irlanda, nota come Annali di Innisfallen. Sono una delle opere storiche più importanti del tempo e sono oggi conservate nella biblioteca Bodleiana di Oxford. La visita anche in questo caso si fa in barca: si parte dal castello di Ross e si arriva tra queste antiche pietre dove spunta la vegetazione della campagna irlandese. Vuole la tradizione che le storie scritte tra queste mura siano frutto del lavoro di 39 monaci che lavorarono per anni. Oggi, per lo più, si respira silenzio e mistero. Ma ancora l’isola è abitata anche se solo da un branco di cervi. State fermi e potrete vederli brucare e tuffarsi in acqua per raggiungere la terraferma nuotando. E anche questa è la magia della vera Irlanda.

DA VEDERE
CON IL CALESSE FINO ALLE CASCATE
Le cascate di Torc sono un luogo da non perdere a Killarney. Si tratta di una cascata alta una ventina di metri che esplode con fragore in una silenziosa foresta foderata di muschio verdissimo. L’acqua è quella del fiume Owengarriff e il luogo è molto suggestivo tanto che a questo salto d’acqua sono collegate tante leggende. Le Cascate di Torc distano circa 7 km dal centro di Killarney e si possono anche raggiungere con dei calesse trainati da cavalli.
LA CATTEDRALE NEOGOTICA
In un campo verde sorge un'imponente cattedrale particolarmente amata dagli abitanti del luogo. Si tratta di un'accogliente chiesa parrocchiale decorata con splendide vetrate ed uno degli edifici di culto più grandi d'Irlanda. Questo duomo Neogotico fu progettato nel 1840 e I lavori furono interrotti durante la terribile Grande Carestia irlandese, nel corso della quale malati e moribondi trovarono rifugio e assistenza nell'ospedale di fortuna allestito nella chiesa.