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EDITORIALE

Governo, quante baruffe. E l'interesse del Paese?

24 aprile 2018, 15:41

Sono ormai trascorsi 50 giorni dalle elezioni del 4 marzo. Ma i passi avanti sulla strada della formazione di un nuovo governo sono stati fino a oggi quasi nulli. E il risultato delle elezioni in Molise, lungi dall'essere chiarificatore, ha, se possibile, confuso ancor di più le acque. Già, perché i 5Stelle affermano con orgogliosa baldanza, a Roma come a Campobasso, di essere la prima forza politica. Allo stesso tempo la coalizione di centrodestra si proclama vincente e con il diritto di guidare il Paese. Ma al suo interno resta aperta la conflittualità tra Lega e Forza Italia per reclamare il proprio «posto al sole». Ieri, come ampiamente previsto, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (che tutti lodano a parole, ma nessuno aiuta nei fatti), ha conferito un altro incarico esplorativo, questa volta al presidente della Camera pentastellato Roberto Fico. L'obiettivo è valutare la possibilità (che appare remota) di un accordo tra Cinque Stelle e Pd per il governo. Ma anche qui i veti incrociati (Di Maio che non vuole Renzi, che però appare ancora il «dominus» dei democratici e non sembra intenzionato a un accordo) sembrano destinati a far fallire il tentativo. Quali dunque le strade di fronte a Mattarella in questo stallo dovuto più a baruffe chiozzotte che a motivazioni politiche? Un «governo del presidente», non facile, o nuove elezioni, che Mattarella però non vuole. L'unica cosa certa è che, finora, tutti hanno pensato al proprio interesse e nessuno a quello dell'Italia.