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EDITORIALE

Il 25 aprile e la memoria perduta degli italiani

di Michele Brambilla -

25 aprile 2018, 15:07

Il 25 aprile e la memoria perduta degli italiani

E' il 25 aprile, ma sono sempre meno gli italiani che sanno di cosa oggi si faccia memoria. Renato Mannheimer ha pubblicato sul Giornale un sondaggio: il 33 per cento dei nostri compatrioti non ha idea di che cosa sia il 25 aprile. Qualcuno dice «anniversario di Roma capitale», qualcun altro «festa del lavoro», altri non sanno neppure abbozzare una risposta. Ignoranza dei giovanissimi? No, gli ignoranti prevalgono nella fascia dai 25 ai 45 anni.
Colpa della scuola, si dice sempre. Ma è una sciocchezza. Intanto, è assurdo concepire la scuola come un qualcosa di separato rispetto al resto della società, come se solo alla scuola competesse il ruolo di educare. E poi, alla seconda guerra mondiale non si arrivava mai, a scuola, neppure ai miei tempi. Ma tutti sapevamo che cos'era il 25 aprile perché ce lo avevano raccontato e tenuto desto nella memoria. Mia mamma lavorava in via Petrella, a pochi metri da piazzale Loreto, e vide Mussolini e la Petacci appesi a testa in giù; ho avuto familiari fascisti, socialisti e cattolici, il 25 aprile era una ricorrenza che divideva, ma tutti – tutti gli italiani! – avevano comunque coscienza della nostra storia. Decenni di idiozia inflitta al popolo hanno cancellato dalla nostra memoria non solo il 25 aprile, ma tutto il nostro passato, di cui sappiamo poco o nulla, senza capire quanto stiamo perdendo.
michele.brambilla@gazzettadiparma.it