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Distretti

Salumi in testa, il vero boom però è della cosmetica

26 aprile 2018, 01:01

Salumi in testa, il vero boom però è della cosmetica

Il 2017 si chiude in crescita per l'export dei distretti dell’Emilia-Romagna con un +2,7% rispetto all’anno precedente, anche grazie ad un’accelerazione nell’ultimo trimestre dell’anno (+4,1%). Emerge dal Monitor dei distretti industriali dell’Emilia-Romagna aggiornato al quarto trimestre 2017 curato dalla direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo e presentato ieri a Bologna. Hanno chiuso l’anno in crescita 14 distretti su 19. E c'è una novità importante: la forte ascesa, soprattutto sui mercati esteri, di un nuovo distretto, quello della cosmetica di Parma e Bologna. ll settore della cosmetica è il quinto per avanzo commerciale della provincia di Parma, preceduto solo da meccanica, alimentare, farmaceutica e prodotti e materiali da costruzione. Complessivamente sono circa 6.800 addetti nella filiera della cosmetica in Emilia Romagna. Di questi quasi la metà trovano impiego a Bologna e Parma, dove si concentrano le imprese di produzione (l’85% del totale regionale) e di commercio all’ingrosso (50%).

Performance brillanti soprattutto delle macchine utensili di Piacenza (+22,3%), delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (+10,3%) e una forte ripresa delle macchine per il legno di Rimini (+15,3%). Bene anche le macchine per l’imballaggio di Bologna (+3,4%), le macchine per l’industria ceramica di Modena e Reggio Emilia (+5%) e la food machinery di Parma (+1,1%).

Risultati positivi anche per il lattiero caseario di Reggio Emilia (+13,8%) e parmense (+7,8%), i salumi di Parma (+9%, quarto posto in Italia per performance e redditività) e l’ortofrutta romagnola (+3,8%), rallentano l’alimentare di Parma (-2,4%) e i salumi del modenese (-2,1%).

«E' importante - sottolinea Tito Nocentini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo - la nascita e lo sviluppo di nuove specializzazioni distrettuali, come ad esempio la filiera della cosmesi di Parma e Bologna».

«Questa analisi dimostra come i distretti industriali della nostra regione - sottolinea Giovanni Baroni, presidente Piccola industria di Confindustria Emilia-Romagna - siano portatori del valore del made in Italy nel mondo. Deve crescere in tutte le filiere la consapevolezza dell’importanza del digitale e della necessità di una crescita dimensionale delle imprese. Le nostre aziende hanno l’opportunità di agganciare la crescita globale. È necessario però che il contesto esterno accompagni questo sforzo creando le condizioni favorevoli al fare impresa».

r.eco.

In Emilia Romagna l'export corre, tra

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