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Progettava un attentato: arrestato migrante del Gambia

26 aprile 2018, 11:50

 Un migrante del Gambia è stato arrestato a Napoli nel corso di un’operazione antiterrorismo condotta da polizia e carabinieri. A quanto si è appreso dalle indagini coordinate dalla Procura sarebbe emerso il progetto di un attentato. L’uomo aveva chiesto asilo politico ma la pratica per la concessione era ancora in valutazione.
Gambiano, dovevo lanciarmi con auto su folla. Era sbarcato un anno fa a Messina - L’immigrato del Gambia fermato con l'accusa di terrorismo avrebbe ammesso di aver ricevuto la richiesta di lanciarsi con un’auto sulla folla. L’uomo si chiama Alagie Touray, 21 anni, ed era sbarcato a Messina con altre centinaia di migranti il 22 marzo 2017. Da un anno risiedeva a Pozzuoli (Napoli).
Gambiano su chat, pregate per me sono in missione e in un video giura fedeltà ad Al Baghdadi - Alagie Touray, il migrante del Gambia fermato in provincia di Napoli con l’accusa di terrorismo, su una chat chiedeva ai confratelli islamici di pregare per lui. «Sono in missione», scriveva.
A carico del presunto terrorista islamico del Gambia fermato nel napoletano c'è, tra l’altro, un video in cui il giovane giura fedeltà al califfo Al Baghdadi. Il video è stato pubblicato su Telegram, e sempre tramite Telegram il 21enne avrebbe ricevuto la richiesta di lanciarsi sulla folla a bordo di un’auto. E’ stato fermato all’uscita della moschea di Licola, in provincia di Napoli.
L'indagine di Napoli partita da segnalazione Spagna. Intelligence Madrid aveva scoperto video giuramento al califfo - E’ partita da una segnalazione dell’intelligence spagnola l’indagine della procura di Napoli che ha portato al fermo, con l’accusa di terrorismo, del richiedente asilo gambiano Alagie Touray. Le autorità di Madrid avevano scoperto su Telegram il video del giuramento di fedeltà al califfo girato dal giovane.
Touray è stato catturato venerdì scorso, giorno della preghiera islamica, all’uscita della moschea di Licola, in provincia di Napoli. Dal suo telefonino aveva cancellato il video, che però è stato recuperato dagli esperti informatici.
L’inchiesta è coordinata dal procuratore di Napoli Giovanni Melillo, con l’aggiunto Rosa Volte e il pm Gianfranco Scarfò del pool antiterrorismo.