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IN ITALIA

Rimesse: crescono le operazioni sospette

30 aprile 2018, 11:45

Nuove norme, controlli incrociati dei dati e ispezioni stanno portando risultati nella lotta a riciclaggio e finanziamento del terrorismo tramite i money transfer. Il rapporto semestrale della Uif, l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia, registra un aumento, nel secondo semestre, delle segnalazioni di operazioni sospette. Sono 5.200; un anno fa erano 3.700. Non è infrequente trovare servizi di money transfer in spacci o negozi ortofrutta: è positivo per la clientela, ma il sistema è più permeabile a operazioni poco chiare. La Uif ha ottenuto la possibilità di sottoporre alle norme italiane gli operatori con passaporto europeo che lavorano in Italia e la cui proprietà magari è riconducibile a Paesi stranieri, come la Cina. Attraverso i money transfer, come emerso in diverse indagini giudiziarie, si esportano anche i proventi di aziende e imprese del Paese asiatico, agendo come vere e proprie «banche ombra». Oppure si ripuliscono fondi provenienti da prostituzione, gioco d’azzardo o furti. Nella classifica dei Paesi destinatari di trasferimenti sospetti appaiono anche il Brasile e la Repubblica Dominicana, assieme a quelli che ricevono le rimesse più consistenti. Come riconoscere le operazioni sospette? La Uif ha diffuso una guida fra gli operatori. Funziona ma c'è ancora molto da fare: le segnalazioni arrivano da un numero ridotto di operatori.