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OMICIDIO

La Procura: "Violentata e oltraggiata da Oseghale". Sabato i funerali di Pamela

Esequie nella capitale

03 maggio 2018, 14:50

La Procura:

Proclamato il lutto cittadino anche a Macerata oltre che a Roma il 5 maggio in occasione dei funerali nella Capitale di Pamela Mastropietro, 18enne romana uccisa e fatta a pezzi a Macerata il 30 gennaio scorso. Lo ha deciso il sindaco Romano Carancini che parteciperà alle esequie sabato prossimo nella parrocchia di Ognissanti di via Appia Nuova a Roma. "Giornata di lutto e sindaco ai funerali? Ma alla fiaccolata per Pamela non c'era nessuno dell'amministrazione": ha risposto così all'ANSA Alessandra Verri, la madre di Pamela, arrivata oggi a Macerata per occuparsi delle pratiche burocratiche per il trasferimento della salma a Roma, riferendosi alla fiaccolata organizzata per ricordare la figlia il 6 febbraio per le vie della città marchigiana.

Procura, violentata da Oseghale: per far sparire le tracce pulisce con la candeggina e asporta gli organi genitali
Pamela Mastropietro venne violentata da Innocent Oseghale mentre era in condizioni fisiche menomate per l’assunzione di eroina. Lo sostiene il Procuratore della Repubblica di Macerata Giovanni Giorgio anche sulla base dei risultati degli esami del Ris che hanno evidenziato un rapporto sessuale completo tra i due. Il gip di Macerata Giovanni Maria Manzoni ha invece ritenuto non vi fossero gravi indizi di colpevolezza per tale accusa, ipotizzando invece che tra i due si fosse creato un clima amicale.
Per la Procura, l’accusa di abuso sessuale sarebbe avvalorata anche dalla «cura maniacale» messa da Oseghale per far sparire le tracce del rapporto violento, pulendo con la candeggina e asportando gli organi genitali della ragazza. Un’ipotesi «seria» ma carente di «gravi indizi di colpevolezza» secondo il gip che, ha spiegato il Procuratore, ricostruisce l’accaduto in maniera parzialmente diversa ed esclude dunque la violenza sessuale: l’ipotesi del giudice è che tra Pamela e Innocent, che fecero spesa e pranzarono insieme il 30 gennaio oltre a scambiarsi una sigaretta, si sarebbe creato un clima amicale. La situazione sarebbe precipitata, per il gip, quando Pamela avrebbe accusato un malore, generando il panico in Oseghale che si era reso conto della gravissima situazione in cui si trovava. Un quadro che, concordano invece Procura e gip, avrebbe portato il nigeriano ad uccidere la 18enne e poi a tentare di farne sparire il corpo cancellando ogni traccia in casa e sul cadavere. Per far riconoscere l’accusa di violenza sessuale la Procura valuta il ricorso al Tribunale del riesame.