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recensioni

"Il bugiardino dei libri" di Marilù Oliva - 6: "La scrittura o la vita"

04 maggio 2018, 13:49

Composizione ed eccipienti:

Annalena Benini ha intervistato dieci scrittori per scandagliare - attraverso le loro esistenze, le loro esperienze, le loro rivelazioni - quello che si nasconde alla base del processo creativo, quel magma impalpabile e così difficilmente spiegabile che è la vocazione e la concretizzazione del suo frutto, l’arte in fieri, il fuoco che divora l’autore.  Illuminanti, a volte spietati, sempre onesti e interessantissimi sono i dialoghi con gli scrittori che si sono prestati a raccontarsi. Ma poiché l’ossessione di scrivere non è scindibile dall’esistenza, parlare della propria opera significa in primis partire dall’esperienza individuale. Da qualcosa che fagocita e totalizza. Come avveniva per la poetessa russa citata nella bellissima introduzione dell’autrice, Marina Cvetaeva, una madre incapace di assolvere al suo ruolo alla maniera omologata delle altre: lei era distante, persa nel suo mondo, disdegnava l’ovvietà ed era disposta a posporre al suo lavoro qualunque cosa. Qualunque.

La storia di una vocazione – racconta l’autrice – si intaglia lungo la storia della libertà individuale, una libertà che, però, incatena chi la subisce, ed ecco l’ossimoro. Ma si tratta di un vincolo da cui sarebbe quasi sacrilego sottrarsi, per questo i dieci autori coinvolti vi si sono abbandonati, ciascuno alla sua maniera, chi con disperazione, chi con rassegnazione, chi con fatica, chi con naturalezza, accettandone la parte più feroce ma anche quella più sublime.

Indicazioni terapeutiche:

Attenuante contro i sensi di colpa degli artisti


Consigliato a tutti, benefico:

Chi non sa gestire le proprie frustrazioni.
Chi deve fare i conti, quasi ogni giorno, con il fallimento e lo spreco.
Per tutte quelle che si sentono tanto simili a Marina Cvetaeva.
Ma anche per quelli che hanno avuto qualche remora ad accettare la parte mostruosa della vocazione.

Controindicazioni:

Forse le vostre “assenze” si faranno più prolungate.


Posologia:

Leggere un’intervista al giorno, se riuscite (io non ce l’ho fatta e le ho divorate tutte, una di seguito all’altra).


Effetti indesiderati:

Vi butterete anima e corpo nel vostro manoscritto.


Avvertenze:

Sottolineare con cura.

Conservare a fianco ai libri degli scrittori coinvolti: Sandro Veronesi, Michele Mari, Valeria Parrella, Domenico Starnone, Francesco Piccolo, Patrizia Cavalli, Edoardo Albinati, Melania Mazzucco, Alessandro Piperno, Walter Siti.


Pillole:

«Attraverso questi incontri ho capito che negli scrittori, nelle loro vite, ma credo in tutte le persone, io cerco sempre quella specie di follia, che a volte è molto bene addomesticata, a volte quasi invisibile, ricoperta di strati di ragionevolezza, doveri, vita dei giorni, sesso, famiglia, inciampi, successo, imbarazzo, cinismo, paura, ironia, pudore (anche se credo che uno scrittore non debba mai vergognarsi)». (Annalena Benini)

«Sconfitta e lusso della sconfitta. L’idea della pienezza, quella sì, è sterile. Bisogna prosperare dei propri insuccessi, prendere quello che insegnano, e partire dal presupposto che il novanta per cento di quello che tu sai, elabori, pensi, inventi, verrà bruciato durante la scrittura, verrà consumato, non ci sarà nel libro, o ci sarà solo per essere dimenticato. In realtà ogni creatura, e ogni opera, persino la “Divina Commedia”, è sempre solo un passo più in là della non-esistenza, porta in sé l’impronta forte del suo non-essere, di quando cioè ancora non era, come un bambino appena nato». (Edoardo Albinati)


L’autrice: Annalena Benini è nata a Ferrara. Scrive di persone, di libri e di quello che succede al “Foglio”, dove cura anche un inserto settimanale, “Il Figlio”. Vive a Roma, è sposata e ha due figli.

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