Sei in Archivio

Tragedia

Parma piange Francesca Von Felten. I ricordi degli amici

04 maggio 2018, 07:03

Resterà sorridente per sempre, Francesca Von Felten, nelle foto che ha consegnato ai social e che testimoniano il suo grande amore per la montagna. Quella montagna che ha tradito lei e i suoi nove compagni mentre, fra domenica e lunedì scorsi, percorrevano l'ultima tappa dell'Haute Route, percorso ad alta quota sul Monte Bianco, da Chamonix a Zermatt.

Una delle peggiori tragedie della montagna degli ultimi anni: sette vittime, fra cui Francesca, due feriti gravi, un solo sopravvissuto. Tutti colti di sorpresa, ad oltre tremila metri di quota, da un «whiteout», tempesta di vento con raffiche a 100 chilometri orari, neve e nebbia. Le salme sono ora a Sion, comune svizzero del Canton Vallese, a disposizione delle autorità che dovranno dare il nulla osta per il rientro nei luoghi di origine.

Francesca, 43 anni, sposata con Simone Arrigoni e madre di tre bambini, maturità al Romagnosi, laurea in Economia a Parma, aveva lavorato nell'azienda alimentare di famiglia, prima di dedicarsi a tempo pieno ai figli e alla sua grande passione, la montagna. Iscritta alla sezione Cai di Parma da un paio di anni, aveva seguito una consolidata tradizione famigliare: sia il padre Alfredo che la mamma Giovanna sono iscritti al Cai da oltre cinquant'anni. Alpinisti «di esplorazione» negli anni Settanta, quando ancora l'alpinismo non era un business turistico.

«Francesca era un'alpinista appassionata e competente, con un percorso personale di escursioni con guide alpine. Con noi ha frequentato gite in ambienti misti con roccia e neve - dice Gianluca Giovanardi, presidente del Cai di Parma, che conta 1.900 soci - Siamo tutti addolorati. Vorrei esprimere l'affetto e la vicinanza di tutti i soci alla famiglia».

Solo un anno fa, con un gruppo di amici, Francesca aveva scalato l'Aconcagua, in Argentina, un «gigante» a quasi settemila metri.

Con un lungo percorso scout alle spalle, Francesca - che aveva iniziato come «coccinella» nel Parma 3 per poi passare nel Parma 2, gruppo nato dal primo e legato alla chiesa dell'Immacolata - aveva conosciuto il futuro marito proprio fra un'uscita e l'altra con il «fazzoletto al collo», mentre Francesca frequentava il liceo Romagnosi e Simone l'istituto Bodoni.

Era nata un'amicizia che si era trasformata in affetto e amore. Insieme, Francesca e Simone avevano costruito una famiglia felicemente numerosa, con tre figli. E anche il giro delle loro amicizie era rimasto in gran parte legato allo scoutismo.

«Una ragazza dinamica, estremamente positiva, molto importante nel gruppo perché sapeva trascinare i compagni» la ricorda l'architetto Francesca Dall'Asta, sua capoclan all'inizio degli anni Novanta. L'avventura di Francesca con gli scout sarebbe terminata nel 1995, quando aveva vent'anni. Non prima dell'esperienza con i malati diretti a Lourdes. «Per sette anni Francesca aveva prestato servizio nei treni diretti al santuario francese - ricorda Luigi Vignoli, ex responsabile dei Foulard Bianchi, scout dedicati all'assistenza ai malati - La ricordo gentile, disponibile, con un grande spirito di servizio per i più fragili. È una grave perdita».

r.c.

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal