Sei in Archivio

EDITORIALE

Pd, nessuna rottura. Ora si attende un progetto

di Domenico Cacopardo -

04 maggio 2018, 16:52

Pd, nessuna rottura. Ora si attende un progetto

Le aspettative di chi, preannunciandola, puntava sulla drammatica rottura del Pd sono andate deluse. Per fortuna. Giacché il Pd, al di là delle preferenze di ognuno, è rimasto l’unico partito contendibile, nel quale una maggioranza può sostituirsi a un’altra sulla base della libera e democratica scelta dei suoi associati. Se ci guardiamo in giro, su questo piano c’è ben poco.

La discussione che ha preceduto la direzione di ieri è servita a delimitare il campo d’azione nell’attuale contingenza politica e nelle consultazioni indette da Mattarella per lunedì prossimo. Il segretario reggente, Maurizio Martina, ne è stato l’interprete adottando una formula opposta a quella, abusata, dei due forni e indicando una prospettiva che rende il suo partito indisponibile a un’alleanza con la coalizione di centro-destra o con il Movimento 5Stelle.

Anche se ciò renderà più difficoltoso il compito del Quirinale nei prossimi giorni, non si può attribuire al Pd l’ingovernabilità derivante dal risultato elettorale e sin qui certificata dalle reciproche indisponibilità delle due forze maggiori.

In fondo, questo è il punto su cui, unitariamente, hanno convenuto i componenti della direzione di quel partito.

Rimane da stabilire cosa accadrà domani, nell’assemblea nazionale: una nuova segreteria, un ritorno di Renzi o un congresso.

Rimosso il timore di qualche abdicazione, rimane l’attesa di un progetto.