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Archeologia

Non c'è alcuna camera segreta nella tomba di Tutankhamun

Sfatata la leggenda della regina Nefertiti. Lo dimostrano le ricerche del Politecnico di Torino

06 maggio 2018, 23:04

Una ricerca guidata dal Politecnico di Torino ha accertato che non vi sono «camere nascoste» nella tomba di Tutankhamun nella Valle dei Re e quindi è infondata la tesi che il suo sepolcro potesse nascondere quello di un altra icona dell’egittologia: Nefertiti, la regina egizia la cui bellezza immortale è conservata nel busto esposto a Berlino.

L’annuncio è stato dato dal ministero delle Antichità egiziano in un comunicato che sottolinea come «ricerche geofisiche di alto livello forniscono la prova conclusiva della non-esistenza di camere nascoste adiacenti o dentro la tomba di Tutankhamun», indicata con la sigla «KV62» e situata nel sud dell’Egitto nei pressi di Luxor.

«Le ipotesi dell’esistenza di camere segrete o corridoi adiacenti la tomba di Tutankhamun non è supportata dai dati GPR», precisa la nota riferendosi alla tecnologia «Ground Penetrating Radar (GPR)».

La ricerca, coordinata da Franco Porcelli del Politecnico torinese, era la terza di questo tipo ed era stata richiesta dal ministero egiziano per derimere indicazioni contrastanti venute dalle precedenti due indagini condotte da un team giapponese e uno americano, ricorda il dicastero.  L’obiettivo era quello di vagliare la tesi di un egittologo britannico, Nicholas Reeves, che aveva ipotizzato l’esistenza della tomba di Nefertiti dietro i dipinti murali della parete nord ed ovest della camera mortuaria di Tutankhamun, il faraone morto giovanissimo e noto soprattutto per il suo tesoro funerario con la maschera icona dell’egittomania.

Il gruppo di Porcelli comprende anche ricercatori dell’Università di Torino e delle aziende Geostudi Astier di Livorno e 3DGeoimaging sempre del capoluogo piemontese.  In febbraio scorso erano state eseguite misurazioni mediante tre sistemi geo-radar di frequenze comprese tra 200 MHz e 3 GHz che hanno ricolto un mistero archeologico che incrocia due nomi leggendari dell’egittologia, Tutankhamun e Nefertiti.