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CIBUS 2018

Food R-Evolution, il genoma non fa più paura?

Innovazione e tecnologia: spunti dal Salone dell'alimentazione

08 maggio 2018, 00:33

Parola d’ordine: innovazione. Parte da Cibus 2018, alla Fiera di Parma, la Food R-Evolution, titolo del convegno inaugurale, organizzato da Aster-Regione Emilia Romagna, della 19esima edizione del Salone internazionale dell’alimentazione. Qui l’industria alimentare e il sistema agroalimentare, dai campi alla distribuzione, si presentano open mind, più pronti a investimenti tecnologici e a fare rete tra realtà le più eterogenee.

Colossi dell’agrofood come Cremonini e Consorzio Garlasco (Pomì e De Rica) in Filiera Italia, con Coldiretti e griffe del vino come Donnafugata e Terre Moretti; Slow Food al fianco del Consorzio del Parmigiano Reggiano; Nord e Sud uniti nello stand di Grana Padano e Mozzarella di Bufala Campana per far comprendere il valore del made in Italy di qualità; il presidente delle Fiere di Parma Gian Domenico Auricchio che accoglie il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, rinsaldando, come ha detto Mantovani, "la messa a fattore comune delle conoscenze dei mercati esteri per promuovere l’export".

Più gioco di squadra dunque e maggiore apertura alle novità della ricerca: da oggi neanche la genetica a tavola fa più paura. Cibus, per il vice ministro delle Politiche agricole Andrea Olivero, "è un perfetto mix tra tradizione e innovazione. Ci si confronta, senza segmentazioni, sul genoma editing e sull'agricoltura di precisione ma, al contempo, c'è la tradizione agricola. Nel Paese c'è richiesta di nuove tecnologie e l’innovazione è un passo importante per la Food R-Evolution, ma si deve fondere nel rispetto della tradizione agroalimentare e della biodiversità. Abbiamo bisogno dell’innovazione per garantire sostenibilità ambientale e sociale. Questo deve favorire anche l’interconnessione tra produzione e consumatori, ed è il modello produttivo italiano che dobbiamo difendere in Europa e nel mondo, per essere contemporanei e vincenti nella competizione mondiale".

A Cibus, ha sottolineato l’europarlamentare Paolo De Castro, "è partito un dialogo di filiera finalmente senza ideologie, ma su basi scientifiche. A conferma che a tavola la tradizione non è altro che un’innovazione ben riuscita, che rafforza il legame col territorio, nostro grande elemento distintivo. Dobbiamo guardare in positivo all’innovazione e in particolare alle nuove tecniche di ibridazione Ndt, per la cura di fitopatologie con meno chimica, su cui la Corte di Giustizia Ue si pronuncerà entro l’estate".

Interesse per la tecnica di miglioramento genetico intra specie 'genome editing' è stato espresso dal presidente della Federalimentare, Luigi Scordamaglia. E una cauta apertura arriva anche da Coldiretti: "Ogni tecnologia che aiuta ad esaltare la distintività dell’agroalimentare made in Italy ed i suoi primati di biodiversità - ha detto il presidente Roberto Moncalvo - merita di essere approfondita e verificata, nel rispetto dei principi di precauzione, sostenibilità ambientale, libero accesso e reversibilità della scelta".