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CIBUS 2018

Allarme Coldiretti: l'etichetta-semaforo boccia l'80% delle Dop regionali

08 maggio 2018, 13:53

Bocciatura ingiusta e ingiustificata per l’80 per cento degli alimenti a denominazione d’origine (Dop e Igp) dell’Emilia Romagna, in particolare, e italiani in generale da parte della cosiddetta etichetta-semaforo che si sta diffondendo in Europa: lo afferma Coldiretti regionale che a Cibus ha allestito una esposizione dei prodotti Dop e Igp dell’Emilia Romagna che sui mercati che utilizzano l’etichetta nutrizionale a semaforo, verrebbero bollati con il rosso, percepito negativamente dai consumatori.

Tra gli alimenti della Food Valley italiana, ad essere bocciati – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – sarebbero le principali Dop regionali e nazionali più vendute in Italia e all’estero, come il Parmigiano Reggiano, il prosciutto di Parma, il Grana Padano, la Mortadella di Bologna, fino ad arrivare a colpire un simbolo della dieta mediterranea come l’olio extravergine d’oliva di Brisighella e delle Colline di Romagna.

L’inganno dell’etichetta-semaforo – spiega Coldiretti Emilia Romagna – avviene perché con bollini rosso, giallo e verde vengono indicati i livelli di contenuti in termini di grassi, sali, zuccheri, per ogni 100 grammi di prodotto, senza basarsi sulle quantità effettivamente consumate, con il rischio che vengano percepiti come salutari prodotti di scarsa qualità come bibite gassate prive di zucchero, mentre vengono bocciati prodotti ricchi di elementi fondamentali per una dieta equilibrata (vitamine, minerali), come l’olio extravergine o il Parmigiano Reggiano. 

L’etichetta nutrizionale a semaforo boccia la stragrande maggioranza di prodotti a denominazione d’origine italiani smentendo di fatto la stessa Ue che ha certificato la qualità e l’eccellenza di questi prodotti. 

L’Emilia Romagna – sottolinea Coldiretti regionale – è la regione più colpita perché, secondo i dati di Ismea-Qualivita, con 2.751 milioni di euro, produce da sola il 42% delle valore delle produzioni Dop e Igp italiane (pari ad oltre 6.600 milioni). 

“Con l’etichetta semaforo – dice il presidente di Coldiretti E.R. Mauro Tonello – si rischia una semplificazione che spinge modelli alimentari sbagliati che mettono a rischio non solo la salute dei cittadini  ma un sistema produttivo di qualità che genera un volume d’affari di 14,8 miliardi di euro con 70 mila occupati”.