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VIAGGI

Bonn, la nuova vita della città che è stata capitale

di Luca Pelagatti -

11 maggio 2018, 14:07

C’era una volta una capitale. Ma se è per quello c’era anche un muro. Poi il muro, come talvolta accade si è sbriciolato, il mondo intero è cambiato e quella capitale ha smesso di essere tale. Non è una favola: è storia. Il muro, ovvio, è quello di Berlino e la capitale sparita è Bonn. Ricordate? Fino al 1990 la città più importante della repubblica federale tedesca era appunto questa; poi la riunificazione le ha tolto il primato e questa capoluogo della Renania-Vestfalia, è tornata ad essere una città come le altre. Un declino quindi? Per nulla. Si, perché Bonn, anche se meno celebre e visitata di molte altri luoghi in Germania, ha un suo fascino e parecchie cose da vedere. E anche un portabandiera d’eccezione: Beethoven. Proprio al compositore dell’Inno alla Gioia ogni anno viene organizzato un grande festival da metà settembre a metà ottobre ma anche nelle altre stagioni vale la pena di venire a visitare l’ex capitale. Che paradossalmente dal 1990 in poi è rifiorita. Perché smessi i panni del centro politico ha potuto indossare quelli della città fiera dei suoi monumenti e dei suoi musei. E della sua storia.

Un percorso questo che parte da lontano: nato come insediamento fortificato romano divenne capitale – per la prima volta – nel 1597 ospitando la residenza dei vescovi e principi elettori di Colonia. Da allora non ha più smesso di contare. Le tracce si vedono passeggiando per il centro fino al palazzo Schaumburg, che fu la residenza del cancelliere e che resta un luogo fondamentale per la storia tedesca. Ma abbiamo parlato di arte: e quella ha i propri templi in due musei che sono tra i più visitati del paese. Si tratta delmuseo delle Belle Arti e del Palazzo delle esposizioni, meglio conosciuta come Bundeskunsthalle. Il museo delle Belle Arti conserva una delle collezioni più complete dedicata all'Espressionismo tedesco ed espone opere contemporanee di artisti tedeschi e di grafica internazionale a partire dal 1945. Il Palazzo delle esposizioni ha invece un obiettivo ancora più ambizioso, ovvero presentare in maniera adeguata il "patrimonio spirituale e culturale" del paese e promuovere il dialogo internazionale tra cultura e politica. Ma non solo nelle sale austere dei musei: Bonn ha voluto dimostrare la propria vocazione per il bello provando a riempire di arte le strade. Ecco nascere allora opere firmate da grandi artisti contemporanei nelle strade e nelle piazze come con la scultura «Large Two Forms» di Henry Moore, posta di fronte all'ex cancelleria, «De Musica IV» di Eduardo Chillida, antistante al monastero, e «Die Wolkenschale» di Hans Arp, davanti alla biblioteca universitaria. E la lista potrebbe continuare a lungo.

Antico, evidentemente, è invece l’edificio simbolo della città, il duomo, dedicato ai Santi Cassio e Fiorenzo, uno dei capolavori dell'architettura romanica tedesca dell'area renana. Ora è in fase di restauro ma i lavori hanno permesso di scoprire dietro un pannello di ardesia nella cripta la tomba a lungo dimenticata di Siegfried von Westerburg che fu arcivescovo di Colonia dal 1275 al 1297 e per primo concesse a Bonn il ruolo di città. Quindi, dopo una piacevole visita al chiostro proseguite la passeggiata nel centro della città camminando fino alla piazza del mercato dove spicca l’antico municipio in stile Rococò. Poco lontano poi non potrete non vedere il palazzo che fu del Principe elettore: oggi ospita la sede centrale dell’Università che poi si affaccia anche sui vasti giardini luogo di ritrovo degli studenti cittadini. Già, gli studenti: Bonn è infatti sede di una importante università e anche questo concorre a renderla viva e vivace. E sono proprio gli studenti che d’estate affollano le birrerie affacciate sul Reno. Tra i più suggestivi è lo Stadgarten, un gioiello nella città vecchia immerso nel verde. La tradizione dice che ogni volta che una chiatta passa sul fiume si deve bere una birra. Fate attenzione: passano in continuazione. E una capitale, per quanto ex, merita rispetto.

DA VEDERE

LA CASA NATALE DI BEETHOVEN
La casa natale di Ludwig van Beethoven è una delle più grandi attrazioni di Bonn. «Beethoven Haus», questo è il nome in tedesco, è stato aperto come museo alla fine dell'800 e occupa due palazzi tra cui l'edificio giallo in cui il compositore nacque nel dicembre dell’ anno e che in passato ospitò anche una birreria.
1770. La Fondazione Beethoven Haus
custodisce nella casa natale le testimonianze più importanti sulla vita e l'opera di Beethoven: originariamente il museo era focalizzato sulla ricostruzione della casa e sull'esposizione degli oggetti appartenuti a Beethoven. Quando fu rinnovato tra il 1995 e il 1996, il focus è cambiato, e oggi l'idea è quella di dare ai visitatori uno spaccato della vita e del lavoro di Beethoven, grazie a ritratti, manoscritti, stampe spartiti, strumenti e oggetti di vita quotidiana. C'è anche una parte multimediale in cui viene eseguita la produzione del maestro attraverso un palco virtuale e una sterminata biblioteca digitale.
QUANDO IL RENOPRENDE FUOCO
Nei tratti più suggestivi del Reno si rinnova ogni anno l'appuntamento con lo spettacolo pirotecnico Rhein in Flammen, ovvero «IL Reno in fiamme» che quest'anno si svolge proprio in questi giorni. Si tratta di un eccezionale spettacolo di luce fa risplendere il lungofiume e le sue attrazioni storiche, dipingendo tutto di una magica luce rossa. Una flotta di 60 navi illuminate a festa solca le acque del Reno, sotto un cielo invaso dalla magia dei fuochi d'artificio: un'esperienza romantica e indimenticabile per tutta la famiglia.