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IL RACCONTO DELLA DOMENICA

Coco Chanel e i gusci di noce

di Lina Pincaldi Schianchi -

13 maggio 2018, 14:23

Coco Chanel  e i gusci di noce

Lisetta, ancora piccola, amava vestirsi con gli abiti della mamma, che le arrivavano fino ai piedi. Sembrava una damigella e sognava di avere un atelier per confezionare le sue creazioni. Per ora si divertiva a indossare quelli che trovava in casa e poi, con pezzetti di stoffa, vestiva le bambole.
Le chiedevano: «Che cosa farai da grande?». Lisetta, pronta, rispondeva: «La sarta. Come le Marcelle».
Erano due sorelle, in paese molto note per la bravura nel cucire e nel creare. Andare da loro, per farsi confezionare un abito, non era semplice. Avevano sempre lunghe prenotazioni e la spesa era particolarmente costosa.
Quindi, i loro modelli venivano copiati da chi aveva mani d'oro e pochi soldi. Lisetta crebbe con i suoi sogni: terminata la scuola, l'avviamento professionale, un'amica della mamma la raccomandò alle Marcelle. Così divenne la piccola di sartoria. Si incantava a guardare la manualità di quelle sarte, i tessuti che si materializzavano nelle loro mani. Era già un privilegio per lei porgere spilli e cotone alle sue maestre. Era brava a disegnare: con fogli e matita creava modellini semplici, ma sempre particolari, un collettino a barchetta, un taschino a forma di cuore...
Le Marcelle la osservavano e capivano che lì c'era talento. Ascoltava le sue maestre con attenzione. Parlavano delle grandi sarte francesi e ne copiavano le geometrie. Lisetta sapeva già chi erano Coco Chanel, la Schiaparelli e le sorelle Fontana. Quando la mandavano a consegnare un abito e la cliente le dava una mancetta, andava subito dal giornalaio a comprare una rivista di moda.
Passava il tempo e lei imparava con facilità. In quel periodo si parlava di un grande evento: il matrimonio della figlia del sindaco del paese. Le Marcelle vennero contattate. Cominciarono con la scelta del tessuto, pizzo francese, e il modello che avrebbe ricordato quello di Grace Kelly. Lisetta si trovò subito coinvolta: avendo un bel corpicino, le sarte la facevano posare da modella. Forse un giorno avrebbe anche potuto fare la mannequin. Sognava, sognava, Lisetta.
Oltre all'abito da sposa c'era da confezionare anche quello per il viaggio di nozze: un vestitino con abbinato un giacchino di velluto che avrebbe dovuto dare un tocco di classe all'insieme.
Un giorno, procedendo nei lavori, le capitò di portare per merenda delle noci. Aprendole a metà, e avendo in mano un pezzetto di velluto, cominciò a coprire i gusci con la stoffa ornandoli con filo dorato. Ne risultarono veri e propri gioielli da applicare al giacchino. Le Marcelle rimasero stupite da questa intuizione. Anche la ragazzina non pensava che ricoprire gusci di noce ricamandoci sopra avrebbe dato un simile risultato. Le Marcelle le misero tra le mani il giacchino e dissero: «Ora fai tu, dove e come vuoi». Orgogliosa per la fiducia rispose: «Aspetto la vostra approvazione, le taschine e il carré mi pare siano al punto giusto». Lisetta divenne la loro pupilla e in futuro la nuova Marcella.