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FORMULA 1

Spagna, delusione Ferrari. Colpa delle gomme?

Per le rosse campanelli d'allarme da Barcellona. Raikkonen, un altro ritiro

di Paolo Ciccarone -

13 maggio 2018, 22:04

BARCELLONA - Doppietta, come non si vedeva da tempo. Ovvero da quando Hamilton e la Mercedes hanno incontrato sulla loro strada la miglior Ferrari degli ultimi anni, ma a Barcellona sembra essere tornati indietro col tempo, di quando le frecce d'argento facevano quello che volevano e gli altri a inseguire. E' successo qualcosa, di sicuro. Cosa non si sa, anche se i teorici del complotto hanno già trovato la causa: colpa della Pirelli. E delle gomme portate per questa gara che sono più basse di 0,4 millimetri rispetto alle solite. Una piccola differenza di misura, una grande differenza di risultato. Sembra quasi di tornare allo sbarco sulla Luna: un piccolo passo per l'uomo un grande passo per l'umanità.

E' così? Secondo Toto Wolff, capo di Mercedes AMG, no: "Le gomme le avevamo decise tutti insieme mesi fa, quindi non è roba dell'ultima ora. Tutti avevano gli stessi dati a disposizione. La differenza? E' che quando sei un vincente e hai un problema cerchi la soluzione, se sei sconfitto cerchi una scusa...". Un bel modo diplomatico per mettere a tacere tutte le voci di un presunto favoreggiamento. Intanto da Montecarlo si torna alle gomme...normali e si vedrà se anche lì ci sarà la stessa tendenza, e quindi il GP di Spagna come pericoloso campanello d'allarme per la Ferrari, oppure se si torna nei ranghi di una rossa competitiva e i tedeschi a inseguire.

Quello che è certo è che la Ferrari ha perso la gara per mancanza di prestazioni in prova e in corsa per aver avuto un eccessivo consumo del battistrada. Bastano i numeri a certificarlo: Vettel primo pit al 18° giro, Bottas due passaggi dopo. Hamilton al 25° e Verstappen addirittura al 34°. Stessa mescola banda gialla. Poi, al 40° passaggio, con la safety car in pista per rimuovere la Force India di Ocon ferma per guasto, Vettel ha perso la seconda posizione perché è rientrato ai box e ha montato un altro treno di gomme medie. "Avevamo 26 giri di gara davanti - dicono alla Ferrari - non avrebbero retto quelle soft per cui la scelta era obbligata sulla stessa mescola". Quindi il quarto posto di Vettel, alla luce di tutto, è positivo perché senza safety e con un secondo stop obbligato sarebbe finito più indietro. Questa la spiegazione scientifica di una Ferrari che è diventata una "mangia gomme" rispetto a Red Bull (ottimo terzo Verstappen, che si è tolto un peso di dosso), ma sopratutto si è scoperta fragile, come ha dimostrato il ritiro di Raikkonen per cause in via di accertamento. Gli era accaduto al venerdì, quindi due cedimenti in un week end, mai visto finora.

E questo forse, più che le gomme fatte apposta per la Mercedes (come amano i complottisti del web che non hanno mai messo piede in un paddock) è questa fragilità la vera campana di allarme e che può aver provocato un rallentamento delle prestazioni. Ma è chiaro che non lo ammetteranno mai. Meglio pensare che le gomme non fossero adatte e che si era svantaggiati. Già, allora vuol dire che finora le gomme le avevano fatte apposta per la Ferrari? Beh, non sarebbe giusto neanche questo, tranne che nella mente dei tifosi estremi.

Classifica Mondiale piloti

1 Lewis Hamilton (Mercedes) 95

2 Sebastian Vettel (Ferrari) 78

3 Valtteri Bottas (Mercedes) 58

4 Kimi Raikkonen (Ferrari) 48

5 Daniel Ricciardo (Red Bull) 47

6 Max Verstappen (Red Bull) 33

7 Fernando Alonso (McLaren) 32

8 Nico Hulkenberg (Renault) 22

9 Kevin Magnussen (Haas) 19

10 Carlos Sainz (Renault) 19