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Cucchi, un carabiniere in aula: "Mi dissero che era stato massacrato dai colleghi"

15 maggio 2018, 15:32

Cucchi, un carabiniere in aula:

Nell’ottobre 2009, il maresciallo Roberto Mandolini «si è presentato in caserma: mi confidò che c'era stato un casino perché un giovane era stato massacrato di botte dai ragazzi, quando si riferì ai 'ragazzi", l’idea era che erano stati i militari che avevano proceduto all’arresto». Così il maresciallo dei carabinieri Riccardo Casamassima in aula ribadisce le sue accuse ai colleghi nell’ambito del processo ai cinque carabinieri, tre dei quali accusati della morte di Stefano Cucchi.

«Per anni io e la mia famiglia abbiamo rincorso la verità, abbiamo atteso troppo. Ritengo che il principale responsabile di questa attesa sia il maresciallo Mandolini». Così Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, a commento della testimonianza oggi in aula del maresciallo Casamassima al processo bis per la morte del fratello.
«Ricordo bene quando Mandolini venne in aula nel primo processo, quello sbagliato - ha aggiunto Ilaria Cucchi - a raccontarci la storiella che quella era stata una serata piacevole e che Stefano era stato anche simpatico. Adesso è il processo giusto, si parla di pestaggio. E ogni volta che entro in quest’aula ho la pelle d’oca. E’ inaccettabile, e lo dico da sorella di Stefano ma anche da cittadina, che si sia cercato di scaricare tutto sulla polizia penitenziaria».