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Disabilità

I ragazzi de La Bula digitalizzano 7 mila documenti

di Monica Calamandrei -

16 maggio 2018, 18:25

La diversità è una risorsa importante. E anche i disabili, spesso considerati l’anello debole della società, possono in realtà rappresentare una grande ricchezza per tutti. Un esempio? I giovani ospiti della Cooperativa sociale La Bula-Digitarlo, che da anni lavora con ragazzi diversamente abili, sono diventati protagonisti di un progetto piuttosto ambizioso. In collaborazione con Centro Studi Movimenti, insieme al sostegno di Fondazione Cariparma, sotto la direzione generale di Luigi Amore, e al patrocino del Comune, hanno digitalizzato oltre 7 mila documenti del ‘68 italiano, consultabili on line sul catalogo Opac della rete delle Biblioteche Provinciale.

«Questo lavoro che abbiamo svolto con tanta cura rappresenta un contributo importante per Parma – commenta Laura Stanghellini, presidente de La Bula -. E’ un impegno quotidiano che rende i nostri ragazzi partecipi e ben inseriti nella loro città perché non può esistere una vera cultura se non vengono valorizzati gli elementi più fragili».

Se infatti proprio nel 1968 i disabili erano considerati una categoria chiusa e disagiata, oggi le cose sono cambiate.

«il segreto è capire che queste persone hanno tanto da offrire agli altri e creare per loro nuove opportunità» aggiunge Mattia Salati, delegato del Comune per la disabilità.

Il progetto ha portato alla digitalizzazione di oltre 600 manifesti e 6.500 fotografie provenienti dall’archivio del Quotidiano dei lavoratori «che testimoniano l’intensa stagione di mobilitazione di quegli anni a Parma e su tutto il territorio nazionale» spiega William Gambetta di Centro studi Movimenti.

Ma nonostante viviamo ormai in un modo totalmente digitalizzato il materiale cartaceo originale, soprattutto quando parliamo di documenti storici, mantiene ancora un grande valore come sottolinea Roberto Montali del servizio di biblioteche comunali.

Progetto del Centro

Studi Movimenti

e Fondazione

Cariparma

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