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Laura e Francesco: una lezione di parasport alla media Ferrari

16 maggio 2018, 12:53

Lì, tra tutti quei banchi della scuola media Ferrari, una bambina si scioglie in lacrime. Colpa di una lezione inconsueta, capace di fare breccia nel suo cuore. No. La matematica, la storia e la geografia questa volta non c’entrano. A c’entrare sono Laura Lentini, Francesco Picucci e le loro storie. Lei, dolce, spiritosa e brillante: un palmares con fior fior di medaglie d’oro, un quarto posto ai mondiali e due lauree. Lui, raggiante, empatico, divertente: in acqua fa magie e l’appuntamento con Seul 88 l’ha mancato soltanto per un soffio. A lei, come racconta ridendo agli studenti, un medico insensibile e poco lungimirante aveva preannunciato che nella vita mai avrebbe potuto ottenere qualcosa. Era stata la talidomide, invece, a cercare, invano, di spegnere le ambizioni di lui. Lei, su una sedia a rotelle, lui, con una protesi al braccio e claudicante. Eppure le gambe ai sogni ce le hanno sapute mettere ugualmente, entrambi. Non è bastata la paralisi cerebrale infantile a fermare Laura né, a tarpare le ali di Francesco, quell’infausto farmaco -la talidomide appunto- prescritto alla sua inconsapevole mamma durante la gravidanza e trascinatore sciagurato di lunghe scie di malformazioni. Perseveranti e determinati, gli ostacoli che, di volta in volta, ingombravano il loro cammino li hanno superati, tutti.

 

Galeotta fu la “Gioco” e lo sport il professore

Ci ha pensato quel saggio insegnante di vita che noi tutti chiamiamo sport a far capire a Laura e Francesco che di potenzialità in valigia ne avevano tante e che sfoderarle, in fondo, non era poi una missione così impossibile. «In acqua mi sento felice, sono velocissima e, soprattutto, autonoma»: racconta Laura, sfoggiando un sorriso pregno d’orgoglio. Importantissimo ruolo nella fioritura di Laura e Francesco l’ha ricoperto la “Polisportiva Gioco” che da 35 anni ormai, con amore e passione, permette ai disabili di praticare sport a Parma. Basket, hockey, nuoto, handbike, canoa, ballo, sitting volley: queste e molte altre le attività che alla Gioco sono germogliate e che la colorano e ravvivano ogni giorno di più.

 

Progetto scuole e sitting volley

Nessuna caduta è irreparabile, nessun problema insuperabile. Rialzarsi si può: sempre! Ed è proprio per far comprendere questo anche ai più piccoli che la “Polisportiva Gioco” ha dato avvio al progetto scuole andando a far visita ai bambini delle elementari e medie di Parma e provincia. Ai piccoli studenti, oltre alle pillole di vita teoriche viene anche data la possibilità di provare alcuni parasport. Tra quelli che i ragazzi chiedono di sperimentare più spesso c’è il sitting volley: la pallavolo da seduti capace di appianare ogni differenza e dove a fare da padrone sono l’uguaglianza e l’inclusività.