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RIVOLUZIONE SALONI

Opel e Vw via da Parigi. Audi non va a Detroit. Che succede?

IL web sta cambiando tutto? Ecco perché molte case disertano appuntamenti che parevano sacri

16 maggio 2018, 22:53

Sembra quasi che un "virus" stia contagiando i grandi Saloni mondiali dell’auto. Anziché crescere in numero di espositori e qualità delle innovazioni presentate nei più diversi ambiti (come l’elettrificazione o la connettività) eventi come il North America International Auto Show di Detroit o il Mondial de l’Automobile di Parigi stanno registrando continue defezioni e devono ricorrere a programmi alternativi per riempire i padiglioni vuoti. Nella capitale Usa dell’auto, ad esempio, l’edizione 2019 che si svolgerà per l'ultima volta in gennaio, gli organizzatori devono fronteggiare l'assenza di nomi come Audi, Bmw, Mercedes, Porsche, Volvo, Mini, Jaguar, Land Rover, Maserati e Ferrari.

La spiegazione più razionale è di natura industriale: quando un brand non ha una novità da prima pagina in occasione di un salone, preferisce risparmiare una partecipazione comunque onerosa, lasciando spazio ai brand del proprio gruppo che invece hanno novità importanti da mettere sotto i riflettori. O, in alternativa, dirottano gli investimenti verso manifestazioni più mirate, come il CES di Las vegas che da alcuni anni catalizza le novità del mondo automotive in campo elettronico. Però la questione sul tavolo non è di poco conto: siamo di fronte alla fine dei saloni come li conoscevamo? La concorrenza del web in fondo è sempre più spietata e le attività di marketing on-line sono sfruttate sempre meglio dai costruttori come teaser per eventi monomarca, mini-show nei centri commerciali o per spingere i potenziali clienti a restare in concessionaria.

"Siamo stati informati da Audi - ha detto Max Muncey, portavoce della Detroit Auto Dealers Association che organizza in NAIAS - che nell’ambito della revisione dei programmi di esposizione dei nuovi modelli non è prevista una presenza del brand al Salone del gennaio 2019". La cancellazione dei Quattro Anelli dall’elenco degli espositori, commenta il quotidiano The Detroit News, indebolisce ulteriormente il valore di questo evento che rischia di perdere quella 'I' dalla sigla, cioè la sua internazionalità.

Tra le cause di questa disaffezione vi è la vicinanza (meno di una settimana) tra l’apertura del Salone di Detroit e il celebre Consumers Electronics Show (CES) di Las Vegas, che è sempre più frequentato dalle Case automobilistiche e che mostra un trend - quello degli eventi alternativi - che in Europa si identifica con il Mobile Congress di Barcellona. Per questa ragione il NAIAS 2020 verrà spostato in ottobre, data ritenuta più favorevole nel contesto anche internazionale, anche se egualmente vicino all’accoppiata Parigi-Francoforte.

Nel caso del prossimo evento francese - organizzato ogni due anni, in alternanza appunto con la IAA di Francoforte - gli assenti sono in diversi casi gli stessi: Ford, Volvo, Mazda, Nissan, Mitsubishi, Subaru, Infiniti (il brand premium di Nissan) e le ultime a cancellarsi Opel e Volkswagen. Gli stand espositivi a Porte de Versailles vedranno comunque la presenza delle grandi marche francesi e di diversi altri brand, ma l’atmosfera che si respira negli uffici dell’organizzazione è "pesante" perché altri costruttori non hanno confermato i contratti.