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POLITICA

Pizzarotti contrario all'abolizione della tassa di soggiorno: "Pochi spiccioli per i turisti ma utili per le città"

Contrario anche il sindaco di Rimini

18 maggio 2018, 19:31

Pizzarotti contrario all'abolizione della tassa di soggiorno:

Il "contratto di governo" fra Lega e Movimento 5 Stelle prevede, tra l'altro, l'abolizione della tassa di soggiorno. Questa ipotesi ha suscitato la contrarietà di alcuni sindaci, fra i quali Federico Pizzarotti. 

«Sono senza parole!», scrive il sindaco sulla sua pagina Facebook. «Il duo di governo - dice Pizzarotti - vorrebbe cancellare con un tratto di penna l'imposta di soggiorno turistica. Quei pochi spiccioli in più che un turista versa all’albergo durante la vacanza. Pochi spiccioli per una persona ma per una città che vive di turismo significano molto».
A giudizio di Pizzarotti, l’ipotesi «è di una gravità inaudita. I deputati leghisti parmigiani sono d’accordo con queste politiche? Sosterranno la tesi della sostituzione con una inesistente nuova tassa web tutta da capire o chiederanno di modificare questo punto al loro partito? Si faccia marcia indietro - scandisce Pizzarotti -: la politica è una cosa seria».
A giudizio del primo cittadino parmigiano, in caso di cancellazione della tassa, «senza quei fondi oggi non passerebbe da Parma la Mille Miglia; gli eventi estivi come i concerti verrebbero a mancare; le kermesse e i festival enogastronomici, della prima città Creativa della Gastronomia Unesco in Italia, si limiterebbero drasticamente; le attività del nostro Teatro Regio, che quest’anno ha visto il Festival Verdi ottenere l'Award come miglior festival al mondo, sarebbero a rischio; si intaccherebbe la strategia di accoglienza e promozione legata a Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 e - conclude Pizzarotti - ne risentirebbe la promozione turistica di tutto il territorio provinciale». 

IL "NO" DEL SINDACO DI RIMINI. Quella di abolire la tassa di soggiorno è «una superficialità che si scarica sui Comuni e sulle comunità locali come già avvenuto in passato» con «l'abolizione dell’Ici». E’ quanto sostiene, in una nota, il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi dicendosi pronto a contrastare la proposta contenuta nel contratto di Governo tra Lega e Movimento 5 Stelle, dove si scrive 'in considerazione del rifinanziamento delle risorse a favore degli enti locali prevediamo di abolire la tassa di soggiornò.
«Non sono due righe da nulla per le centinaia di Comuni, come Rimini, come Roma o Firenze o Venezia - osserva il primo cittadino riminese - e centinaia di altre, che hanno come unica leva fiscale autonoma (e cioè i cui proventi rimangono sul territorio) proprio l’imposta di soggiorno».
Nel 2017, puntualizza Gnassi, l’imposta di soggiorno «ha portato a Rimini 7,5 milioni di euro, usati per restaurare e riqualificare il suo patrimonio storico e artistico e la rete di balneazione. Praticamente tutto ciò che ci permette ogni anno di mantenere, e se possibile incrementare, 16 milioni di presenze turistiche».
Quindi, argomenta ancora Gnassi, «sia chiara una cosa: contrasteremo questa superficialità che si scarica sui Comuni e sulle comunità locali come già avvenuto in passato» con l’Ici. «Mi auguro che questa sia solo una bozza - conclude - ma temo che stavolta questa sia solo una battuta».