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CINEMA

Abracadabra: un tocco di ipnosi e tuo marito diventa un altro uomo

di Giulia Ciccone -

19 maggio 2018, 11:27

Ha il tocco magico di un prestigiatore, mentre sceglie uno spettatore e lo ipnotizza in un sogno a occhi aperti. E la capacità di trasformare questo stesso sogno, a tratti farsa, a tratti incubo, in un viaggio schizofrenico nelle profondità dell’anima. Dopo «Blancanieves», il film che gli era valso la candidatura agli Oscar 2013, il regista spagnolo Pablo Berger dirige un film spiazzante come un urlo nella celebrazione di un matrimonio. Nella periferia di Madrid, Carmen è sposata con Carlos, uomo rozzo e insensibile. Durante un ricevimento Carlos si offre volontario ad un mago per un numero di ipnotismo. Qualcosa però andrà storto e Carlos si ritroverà posseduto da uno spirito.
Grottesco e surreale, è un film che confonde e affascina ad ogni cambio di scena, mescolando con fluidità una moltitudine di registri (dalla commedia, all’horror, al metafisico) e di citazioni («Taxi driver», «La febbre del Sabato sera», «L’esorcista», solo per citarne alcuni). Sotto un’apparente superficialità, nasconde inaspettate riflessioni sul tema del doppio e sull’emancipazione femminile, che si snodano in un’imprevedibilità narrativa con il potere di incollare gli occhi allo schermo.