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EDITORIALE

Non solo calcio. Così Parma in tre anni ha vinto tutto

di Michele Brambilla -

20 maggio 2018, 18:03

Non solo calcio. Così Parma in tre anni ha vinto tutto

Tre anni fa a Parma si respirava un’aria depressa. I discorsi di tanti partivano da molto indietro nel tempo, dal crac Parmalat, e arrivavano a quelli del Comune e del Parma Calcio. Proprio la squadra di calcio era diventata il simbolo del declino: dai fasti europei era finita in mani maldestre che avevano portato i libri in tribunale e il Tardini in serie D. «Non c’è più la Parma di una volta» era la chiusa di quei mesti discorsi. Non ho mai pensato - e lo scrissi subito - che quel pessimismo, anzi quel disfattismo, fosse giustificato. Parma aveva avuto i suoi guai - chi non ne ha? - ma aveva tutto per risorgere: uomini mezzi e storia.
Oggi, dopo tre anni, dobbiamo fare la contabilità di una serie di vittorie. Il Comune si è rimesso in piedi; Parma è diventata capitale mondiale della gastronomia e italiana della cultura; l’industria del territorio va più forte di quelle più forti d’Italia, Veneto e Lombardia; la squadra, infine, è tornata in serie A con un triplete di promozioni che non ha precedenti nella storia del calcio. E a far ripartire tutto sono stati i parmigiani.
«Basta piangere», avevo intitolato un editoriale poco meno di tre anni fa. Ora è il momento di far festa. Parma non deve pensare di poter bastare a se stessa - questo a volte è il suo rischio - perché nel Terzo Millennio non si fa nulla da soli: ma ha tutto per dirsi orgogliosa per come si è rialzata.

michele.brambilla@gazzettadiparma.it