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Tecnologia

Emilia-Romagna, arriva lo "smart work": è la prima Regione in Italia

21 maggio 2018, 18:39

Emilia-Romagna, arriva lo

Migliorare l’efficienza della macchina amministrativa e la qualità dei servizi a cittadini e imprese grazie allo sviluppo dell’innovazione digitale e all’introduzione di nuove modalità organizzative che consentano di abbattere i costi e al tempo stesso di conciliare meglio i tempi di vita e di lavoro dei dipendenti e collaboratori regionali. Una sfida che la Regione Emilia-Romagna, prima in Italia, ha deciso di raccogliere dando il via alla sperimentazione dello Smart working. Un modello organizzativo già in uso in alcune realtà del settore privato e reso possibile nel pubblico impiego dalla Direttiva Madia del 2017.
Il progetto regionale è stato messo a punto da un team dedicato, composto anche dai rappresentanti dei sindacati interni. A partire dal prossimo 4 giugno, e per i successivi 6 mesi, coinvolgerà circa un centinaio di dipendenti, individuati dai responsabili delle strutture. Con questo progetto l'Emilia-Romagna «si candida a diventare protagonista del processo di rinnovamento della pubblica amministrazione nel nostro Paese - ha detto l’assessore all’Organizzazione e personale Emma Petitti - il tutto all’insegna di una maggiore efficienza e di una più ampia flessibilità del rapporto di lavoro dei collaboratori».
Nella scelta dei futuri smart worker si è data la precedenza a quei collaboratori che, per motivi inerenti al loro incarico, passano molto tempo fuori ufficio, come, ad esempio, chi esegue ispezioni e controlli nelle aziende o sul territorio. Ma la validità del modello verrà testata anche su chi svolge attività amministrativa. Nelle giornate di Smart working i collaboratori saranno esentati dalla timbratura del cartellino e dovranno svolgere l’attività lavorativa nella fascia oraria 7.30-19.30, oltre a segnalare la presenza in servizio tramite un’applicazione ad hoc.