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L'ESPERTO

Lavorare per una società straniera: ecco come muoversi

Cosa occorre sapere per la posizione previdenziale, assicurativa e per il fisco. Aprendo una partita Iva la situazione è più complessa

di Daniele Rubini e Davide Manzelli -

21 maggio 2018, 17:51

Lavorare per una società straniera: ecco come muoversi

Il quesito: Mi hanno offerto di lavorare da casa per una società con sede in Polonia e nessuno stabilimento in Italia. Sono costretto ad aprire una partita IVA o possono assumermi come dipendente?
P.F.


La mancanza di una stabile organizzazione o di un ufficio di rappresentanza in Italia da parte della Società Polacca non impedisce la stipula di un contratto di lavoro subordinato.

La società straniera, tra gli altri adempimenti posti a suo carico, dovrà (direttamente o per il tramite di un rappresentante previdenziale) aprire un’apposita posizione previdenziale ed assicurativa in Italia, calcolare sulla retribuzione corrisposta i contributi previdenziali e assistenziali dovuti in base alla normativa Italiana e versarli alle scadenze ordinarie; dovrà altresì provvedere alla predisposizione ed alla tenuta del Libro Unico del Lavoro (busta paga) ed adempiere a tutti gli obblighi conseguenti, come un normale datore di lavoro «Italiano».

Non potendo però assumere tale soggetto le vesti di «sostituto d’imposta» la retribuzione verrà corrisposta senza applicare alcuna ritenuta fiscale ed il  lavoratore dovrà presentare annualmente la dichiarazione dei redditi al fine di determinare e versare in autonomia le imposte dovute sui redditi percepiti.

Nel caso in cui invece si intendesse percorrere la strada di apertura della partita Iva occorrerà innanzitutto fare un’attenta e complessiva valutazione della propria situazione per scegliere il regime contabile e conseguentemente fiscale, più conveniente, da applicare.

Attualmente infatti è possibile scegliere tra: regime forfettario; regime di contabilità semplificata; regime ordinario «non IRI»; regime ordinario «IRI».

Il regime forfettario è un regime naturale , possedendone i requisiti si applica di default, mentre gli altri sono regimi obbligatori in presenza di determinati parametri (regime ordinario),oppure regimi che possono essere scelti su opzione. In genere la scelta avviene per comportamento concludente e comunicazione «ex post» nella dichiarazione relativa al primo anno in cui si effettua la scelta; ma la valutazione del regime da applicare deve essere effettuata al momento dell’inizio dell’attività in quanto i differenti regimi hanno obblighi ei comportamenti differenti da tenere.
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