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AMBIENTE

Nasce a Fico il 'Frutteto della Biodiversità''. E c'è anche il simbolo di Badia Cavana

21 maggio 2018, 17:06

Un frutteto, il 'Frutteto della Biodiversita», realizzato dalla Fondazione Fico e Arpae Emilia-Romagna piantando i gemelli dei patriarchi degli alberi da frutto e forestali più significativi d’Italia. Esemplari che hanno dimostrato grande resistenza alle avversità climatiche e parassitarie e che verranno presentati domani con l'inaugurazione dell’area all’interno del parco agroalimentare Fico a Bologna.
Fra le 15 piante scelte fra le varie regioni d’Italia e messe a dimora ce ne sono alcune da primato nazionale, come il mandorlo più grande d’Italia che si trova a San Giovanni Rotondo in Puglia, con i suoi 4,6 metri di circonferenza misurati a 1,3 metri da terra e l’età stimata di circa 300 anni; il pero più grande d’Italia che si trova a San Severino Lucano in Basilicata, con circonferenza di oltre 4 metri e 3 secoli di vita e il noce più anziano d’Europa e più grande d’Italia che vive a Poggiodomo in Umbria ed è caratterizzato da una circonferenza di oltre 5 metri che ancora fruttifica.
Tra le piante, ancora, si segnalano il fico della Badia Cavana nel parmense, anziano oltre 800 anni e una chioma che raggiunge la superficie di circa 300 metri quadrati e il 'Cipresso di San Francescò, di oltre 800 anni presente nel Convento dei Frati minori di Villa Verucchio a Rimini che si narra sia stato piantato proprio da San Francesco.
Quanto agli obiettivi del 'Frutteto della Biodiversita» tra gli altri, la creazione di una 'Banca della memorià per preservare le varietà in estinzione, coltivare in tutti i cittadini la cultura della biodiversità e promuovere visite e iniziative che valorizzino questo modello di conservazione genetica.