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EDITORIALE

Conte in mezzo a un braccio di ferro

di Stefano Pileri -

26 maggio 2018, 17:26

Fra un vertice a Montecitorio con Di Maio e Salvini e un incontro informale al Quirinale con Mattarella, Giuseppe Conte sembra essere finito in mezzo a un cortocircuito. E intanto i tempi per il nuovo governo si allungano.
I leader di Lega e Movimento 5 Stelle hanno lasciato intendere che per loro il confronto con Conte è chiuso ed è tutto a posto. Un evidente braccio di ferro con il presidente della Repubblica che invece qualche dubbio sulla squadra del governo deve ancora averlo. A differenza del suo predecessore Napolitano, Mattarella non è certo il tipo che impone soluzioni. Come dimostra la gestione della crisi fino a questo momento, per carattere e formazione è portato a una strategia più cauta.
Il nodo resta quello del nome di Paolo Savona all'Economia. A lui come noto vengono contestate idee anti-Euro e anti-Germania. Ma gli andrebbero anche riconosciute posizioni coraggiose e non certo remissive su Flat Tax e reddito di cittadinanza, punti irrinunciabili del programma di Lega e M5S, che destano però non pochi dubbi. La sua nomina sembra essere diventata un punto irrinunciabile per Di Maio e soprattutto per Salvini. Non è solo una questione di principio. Depennare il nome di Savona, oltre che un evidente passo indietro, per i due leader significherebbe anche dover rimettere in discussione molte altre caselle del nuovo governo e gli equilibri così a fatica costruiti.