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L'ESPERTO

Fisco: le linee guida se la Srl uninominale opera all'estero

La parola all'esperto: cosa succede quando una società con residenza in Italia è attiva esclusivamente oltre confine: cessioni, contributi, regimi

di Daniele Rubini -

26 maggio 2018, 11:58

Il quesito: Se viene creata una società uninominale (s.r.l.) con residenza in Italia, la quale però opera esclusivamente in uno stato dell'Ue, come è regolamentata la materia in termini fiscali e di contributi? I dividendi di questa società come vengono tassati?
A.A.

Il Quesito così come formulato non permette di comprendere appieno con che modalità la S.r.l uninominale opererà nei confronti di soggetti situati in uno stato comunitario. Dal tenore del quesito si può ipotizzare che non venga costituito nessun soggetto giuridico in altro stato comunitario ma che si abbia come mercato di riferimento uno stato dell’Unione Europea. In questo caso il primo elemento da tenere in considerazione è quello relativo alle disciplina Iva da applicare alle cessioni intracomunitarie.

LE CESSIONI

Con riferimento alla cessione di beni, si considerano intracomunitarie le cessioni a titolo oneroso di beni spediti o trasportati (dal cedente italiano, dall’acquirente intracomunitario o da terzi per loro conto), nel territorio di un altro Stato membro ad acquirenti che siano soggetti passivi d’imposta. Si realizza inoltre cessione intracomunitaria anche quando i beni sono ceduti a enti, associazioni o altre organizzazioni non soggette all’imposta, a produttori agricoli in regime speciale e ad operatori che effettuano solo operazioni attive esenti, purché i predetti soggetti non siano esonerati dal pagamento dell’imposta sugli acquisti intracomunitari nel proprio Stato e a condizione che comunichino al cedente nazionale il proprio codice identificativo. Nel caso in cui manchino i requisiti sopra indicati la cessione viene assoggettata ad Iva in Italia.

I SERVIZI

Nel caso in cui la cessione riguardi l’erogazione di prestazione di servizi, se di tipo generico, l’operazione è esclusa dal campo di applicazione dell’Iva, di cui all’articolo 7-ter del Dpr 633/1972 per mancanza del presupposto territoriale e soggetta a reverse charge in capo al committente stesso se effettuata nei confronti di committente soggetto passivo d’imposta iscritto al Vies.

LA TASSAZIONE

Per quanto riguarda la tassazione dei redditi prodotti dalla società residente in Italia, questi saranno assoggettati ad IRES ed IRAP. Agli eventuali dividendi percepiti dal socio sarà applicata un’imposta sostitutiva con aliquota del 26% indipendentemente dalla quota posseduta. Questo in quanto la legge di Bilancio 2018 ha apportato importanti modifiche alle modalità di tassazione dei dividendi percepiti da persone fisiche e derivanti da partecipazioni in soggetti Ires. Tale nuova disciplina si applica ai dividendi prodotti a far data dal 01 gennaio 2018. In alternativa, a quanto sopra descritto, è possibile applicare il regime di trasparenza fiscale. Questo regime comporta, ricorrendone le condizioni di ammissione: il non assoggettamento a IRES del reddito conseguito dalla società; l’imputazione al socio persona fisica che non agisce nell’esercizio di impresa, indipendentemente dall’effettiva distribuzione e quindi dalla percezione, del reddito della società in proporzione alla sua quota di partecipazione agli utili; il concorso di tale reddito, per il suo intero ammontare, alla determinazione del reddito complessivo del contribuente nella sua dichiarazione dei redditi; la possibilità, per effetto di tale concorso, di beneficiare di deduzioni e detrazioni previste dal TUIR.

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