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EDITORIALE

La scelta obbligata del Colle

di Michele Brambilla -

28 maggio 2018, 14:31

La scelta obbligata del Colle

Da ieri sera l'Italia vive una crisi politica e istituzionale senza precedenti. Il professor Giuseppe Conte, incaricato di formare un governo, ha rimesso l'incarico. Il Movimento Cinque Stelle e la Lega, ossia i partiti che avrebbero formato la maggioranza di governo, gridano al golpe e c'è qualcuno che già minaccia di chiedere l'impeachment per Sergio Mattarella. Contestano, al presidente della Repubblica, di aver impedito la nascita del «governo del cambiamento», ponendo il veto sulla nomina di un ministro, quello dell'economia, che M5S e soprattutto la Lega volevano destinare a Paolo Savona, un economista che non ha mai fatto mistero della propria avversità all'euro e all'Unione Europea. Di più: M5S e Lega gridano al complotto internazionale, dicono che le agenzie di rating e i tecnocrati europei, oltre che le banche naturalmente, vanificano il voto democratico dei cittadini italiani, imponendo le proprie scelte a Mattarella. Di Maio e Salvini stanno gridando al tradimento dicendo che è stato impedito loro di formare un governo scelto dagli elettori.
Ma è così? Mattarella ha parlato agli italiani, ieri sera, ribadendo di avere fatto di tutto per favorire la nascita di questo governo «del cambiamento». E non si può negare che sia così. Il presidente della Repubblica ha accettato perfino palesi violazioni della Costituzione, accettando di incaricare un premier – lo sconosciuto Conte – indicato dai due partiti di maggioranza, e non da lui, né tantomeno dagli elettori italiani, visto che Conte non era neppure candidato. Mattarella ha accettato anche tutti i ministri indicati dalla coppia Di Maio-Salvini: tutti, tranne uno, Paolo Savona appunto, un uomo che non fa mistero di voler portare l'Italia fuori dall'euro.
Poteva fare altro, Mattarella? Ieri sera, nel suo discorso, ha giustamente ricordato che l'uscita dall'euro non era né nel programma elettorale di M5S e Lega, né nel loro «contratto di governo». L'inserimento di Savona era dunque una evidente provocazione, e una evidente violazione di trattati internazionali che l'Italia ha sottoscritto, e di cui il presidente della Repubblica è garante. Salvini grida al golpe, ma Mattarella aveva proposto di sostituire Savona con Giorgetti, leghista doc ed economista di fiducia di Salvini. Ma il leader della Lega non ha accettato. Perché? Far saltare un governo per Savona? Sembra francamente un pretesto. Ed ecco allora che avanza il sospetto che Salvini in realtà non abbia mai voluto la nascita di questo governo, ma nuove elezioni che – stando ai sondaggi – lo vedono con il vento in poppa. Qualcuno lo spieghi a Di Maio, che crede di essere vittima di Mattarella, e non di Salvini.
Il presidente della Repubblica si è dunque riappropriato delle funzioni che la Costituzione gli attribuisce, dopo aver ingoiato tanti soprusi. E' probabile che abbia fatto bene a fare così. Tuttavia, è altrettanto probabile quello che ipotizza Massimo D'Alema, e cioè che in autunno M5S e Lega prenderanno l'80 per cento dei voti. Vediamo. Intanto non è chiaro con chi correrà la Lega, se con il centrodestra (Berlusconi accetterà un programma come quello annunciato ieri da Salvini? Di uscita dall'Europa?) o con il M5S. E non è chiaro neppure quel che succederà in Europa e tra gli elettori italiani. L'unica cosa chiara è che siamo nei guai.