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Bassa

Il sindaco di Soragna: "Faremo una festa per Elisabetta Viani Puglisi"

di Michele Deroma -

30 maggio 2018, 11:05

Tutta Soragna fa il «tifo» per Elisabetta Viani Puglisi, la scienziata che ha «fotografato» il virus Hiv: una scoperta – come ha raccontato ieri la “Gazzetta” – che può aprire la strada a nuovi farmaci sempre più efficaci e sempre meno tossici per sconfiggere l’Aids. Scoperta di grandissima rilevanza scientifica (nel mondo sono 37 milioni le persone infette dal terribile virus-killer) che è stata pubblicata sulla prestigiosissima rivista «Nature».
Dopo la laurea in Chimica a Parma, la ricercatrice ha studiato a Brescia, quindi si è trasferita negli Stati Uniti: prima al Mit di Boston, poi all'Università di California Santa Cruz e infine alla Stanford University.
Tantissime le email e i messaggi di complimenti a Elisabetta Viani Puglisi partiti da Soragna. Il sindaco Salvatore Iaconi Farina, orgoglioso del grande successo professionale della scienziata, promette di promuovere un grande evento la prima volta che tornerà nella Bassa: «L’amministrazione comunale organizzerà un evento tutto per lei, per mostrarle quanto i cittadini di Soragna sono orgogliosi. Se lo merita».
Pur vivendo da molti anni in California, la scienziata è attaccatissima alle sua radici parmensi: «Sono molto fiera di essere italiana – ha dichiarato alla “Gazzetta” – ma soprattutto soragnina e nevianese». «Senza le costanti iniezioni di affetto, di simpatia e di autenticità che trovo a casa – ha detto ancora – non sarei stata capace di affrontare tutte le difficoltà della vita all’estero». Una vera e propria dichiarazione d’amore per Parma, Soragna e Neviano.
Tutti, a Soragna, la conoscono. Il sindaco Iaconi Farina, per 24 anni maresciallo dei carabinieri del paese, la conosce da quando era bambina (la casa dov’è cresciuta, in strada Sette Fratelli Cervi, è molto vicina alla caserma dei carabinieri). «Rivederla è sempre un piacere – dice –. Al di là della sua brillantissima carriera di scienziata, Elisabetta è una persona positiva, piena di entusiasmo e ancora molto legata alla realtà soragnese».