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Addio a Convalle, crociato negli anni '50 innamorato di Parma

Per lui due stagioni in B tra il '56 e il '58: 52 presenze e 8 reti. I tifosi lo ricordano per i tre gol segnati alla Sambenedettese in 5'

di Paolo Borelli -

03 giugno 2018, 20:48

Un altro interprete della lunga storia del Parma ha detto addio. È scomparso ieri a Monticelli, Giampiero Convalle, protagonista, tra il ‘56 e il ‘58, di due stagioni di Serie B in maglia crociata, con 52 presenze e 8 reti. Rimasto celebre per un singolare record: la memorabile tripletta inflitta alla Sambenedettese in cinque minuti, tra il 65' e il 70', il 16 giugno 1957.

Persona garbata e di animo gentile, membro fondatore degli «Ex-Gialloblù», ricordato con affetto dai dirigenti del Museo del Parma Calcio per la sua fattiva collaborazione alla mostra del centenario nel 2013, raccontava volentieri le proprie origini e la sua storia di calciatore.

Nato a Pescia nel 1937, come tutti i ragazzi dell’epoca i primi calci li dava per strada, a qualsiasi cosa, fosse un sasso o un barattolo, con le scarpe sempre rotte. Poi gli allenamenti al seminario, col campo in salita. Dopo un esordio nell’atletica, con gli 80 piani, a seguito del trasferimento familiare a Forlì, comincia l’avventura calcistica, nonostante l’impegno al liceo classico. Dalle giovanili dei «galletti» romagnoli, subito in prima squadra e a 15 anni debutto in IV serie.

Convalle, che Aldo Curti definì un «entusiasmante piccoletto», era un’ala veloce che di gol, a sua detta, «ne ha sempre fatti pochini, ma aiutava i compagni a segnarne tanti». Sandro Ciotti, già suo compagno al Forlì, lo segnala ad Italo Allodi, allora dirigente del Parma. L’incontro decisivo avviene al ristorante Ghidini, classico ritrovo pre-partita dei crociati, presso la stazione.

«Fatale» il pernottamento all’albergo Fontana in piazzale del Carbone dove conosce Bianca Maria, figlia dei titolari, divenuta in seguito sua moglie e dalla quale ha avuto due figli. Col Parma è titolare in due campionati abbastanza tribolati sotto il profilo economico. Se nel ‘57 la squadra galleggia, l’anno successivo è salvata dal cosiddetto «lodo Pasquale», allargamento dei quadri che consente di mantenere la categoria.

Convalle ha sempre ricordato con piacere la prima annata per i tanti gol propiziati al compagno Paolo Erba, capocannoniere, passato poi in A col Bari, e per la sua celebre tripletta alla Samb. 3 gol di destrezza, che per poco non causano un malore al padre, seduto in tribuna.

Il militare lo allontana, definitivamente, dal Parma, e da compagni come Vycpálek, Cocconi e Pietro Giuberti, col quale ha poi condiviso una lunga amicizia, e che lo ricorda come «una gran brava persona».

Da allora inizia la girandola dei trasferimenti: Pistoiese, Spezia, Civitanovese. Squadre in cui lascia il segno: gioca bene e vince campionati. A fine carriera rientra in città e trova posto come dirigente della logistica presso la Parmalat. Sempre vicino alla squadra, vive da tifoso e da «Ex-Gialloblù» gli anni migliori del club.

Pur minato dalla malattia ha continuato a seguire i crociati, certo che la società sarebbe tornata dove le compete. Una speranza che ha visto realizzarsi. I funerali si terranno presso la chiesa di Monticelli, domani alle 14,30.