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Iacoponi: «La A? Spero di esserci»

03 giugno 2018, 06:04

MARCO BERNARDINI

Scendere in Lega Pro per poi ritrovarsi un anno e mezzo dopo con la stessa maglia in serie A. Simone Iacoponi ha vissuto da protagonista buona parte dell’ascesa del Parma e può dire di aver stravinto la personale scommessa rivelandosi sempre tra i più positivi, se non il migliore in senso assoluto, e presenti, ha saltato, in pratica, soltanto due partite dal febbraio 2017, in entrambi i campionati. Un elemento affidabile e duttile molto apprezzato dal tecnico D’Aversa che curiosamente nelle due sfide decisive di Firenze con l’Alessandria e di La Spezia lo ha impiegato da terzino sinistro, in teoria il suo terzo ruolo dopo quello di difensore centrale, ottimamente ricoperto per tre quarti di stagione, e terzino destro, la fascia naturale di competenza dove era stato piazzato, soprattutto, nei primi mesi in maglia crociata. Si può considerare, a tutti gli effetti, uno dei “senatori” del gruppo che all’età di 31 anni riabbraccia la serie A assaporata solo per mezz’ora nella primavera del 2007 all’Empoli ai tempi di Gigi Cagni. E forse è più bello così. «Il fatto di esserci arrivato a 31 anni è una grossissima soddisfazione per il percorso che ho compiuto partendo dalla “vecchia” C2 - confessa Iacoponi, classe ‘87, che in passato è stato anche tra le fila di Monza, Cuoiopelli, Foligno, Sudtirol e Virtus Entella - la gavetta mi ha permesso di godermi di più il traguardo attraverso tante gioie».
Credeva di completare la scalata in un anno e mezzo?
«Sinceramente non me l’aspettavo ma in cuor mio ci speravo con tutto me stesso. L’obiettivo era di raggiungere i play-off e poi giocarcela lì assieme alle altre. E’ un’impresa fantastica, un sogno che si realizza».
Qual è stata l’arma in più?
«La voglia di far risultato, si è formato un gruppo meraviglioso che ha saputo uscire dalle difficoltà».
Cosa si porta dietro della serata di La Spezia?
«Non mi scorderò mai il boato alla notizia del 2-2 del Foggia e l’attesa finale degli ultimi 30 secondi di Frosinone. I più lunghi della mia vita».
E della festa promozione al Tardini?
«Un’emozione indescrivibile, si respirava un clima bellissimo. Era importante ci fossero anche i ragazzi della serie D, se siamo arrivati fin qua il merito è di tutti».
Cosa si sente di dire a capitan Lucarelli?
«Con Ale ci ho già parlato, l’ho semplicemente ringraziato perché conoscerlo e stare al suo fianco lo ritengo un onore. Ci ha lasciato e insegnato tanto, è stato il primo a crederci».
Come valuta la sua stagione?
«Sono molto soddisfatto di quest’annata, il ruolo di centrale mi piace tantissimo e spero di poterlo ricoprire nuovamente in futuro».
Quando c’è stata la svolta?
«Dopo Empoli ci siamo guardati in faccia e dovevamo ripartire da zero pensando solo di giornata in giornata. Avevamo le qualità per tirarci fuori da quella situazione e lo abbiamo dimostrato sul campo».
Cosa vede nel futuro in serie A?
«Innanzitutto spero di esserci, ho ancora un anno di contratto -spiega- sarà importante mantenere la categoria, è vero che rappresentiamo un club blasonato e di grande tradizione ma se pensiamo dove eravamo tre anni fa dobbiamo andare coi piedi ben piantati a terra».
Come si sta a Parma?
«Qua a Parma mi trovo benissimo, si vive in maniera tranquilla con gli spazi giusti. Sarei felicissimo di rimanere».